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Ambiente - Il comitato per la difesa del bacino lacuale: "Intanto è allarme scarsa piovosità"

Disastro lago di Bracciano, a luglio si decide sulle 16 richieste di rinvio a giudizio

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Civitavecchia – (sil.co.) – Disastro ambientale al lago di Bracciano rimasto a secco nell’estate del 2017, è ripresa ieri l’udienza preliminare in corso davanti al gup Giuseppe Coniglio del tribunale di Civitavecchia. Oltre a Accademia Kronos, hanno ottenuto il via libera alla costituzione di parte civile anche Legambiente, Codici Ambiente e vari comitati locali di comuni limitrofi. 


Il lago di Bracciano a secco nel 2017 - Nel riquadro: Andrea Bossola)

Il lago di Bracciano a secco nel 2017 – Nel riquadro: Andrea Bossola


Il 12 luglio la decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio. Ieri è stata la volta del sostituto procuratore Delio Spagnolo, dei legali delle parti civili e della difesa.

Sedici gli imputati di disastro ambientale aggravato in concorso, tra i quali l’ex presidente della Talete, Andrea Bossola, all’epoca ai vertici di Acea Ato 2 Spa.

Otto, tra cui Bossola, gli ex componenti del cda di Acea Ato 2 per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio. Gli altri otto sono la stessa società e sette privati cittadini. Tutti e sedici sono accusati di disastro ambientale aggravato, per aver captato l’acqua del lago di Bracciano in assenza di titolo concessorio “così cagionando abusivamente e per colpa l’alterazione irreversibile dell’ecosistema dell’area naturale protetta”.

“Forte la preoccupazione dopo l’allarme del segretario generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’ Appennino Centrale”, fa sapere il comitato per la Difesa del Bacino Lacuale Bracciano-Martignano.

“Preso atto, con forte preoccupazione, delle recenti dichiarazioni del segretario generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale, Erasmo D’Angelis, che mette in allarme circa la scarsa piovosità attuale e l’assoluta carenza di misure idonee a contrastarla, diffidiamo sin da ora Acea Ato 2 a tornare a prelevare dal lago di Bracciano. Ancora una volta, a tutti i livelli, saremo vigili a tutela di un bene comune quale l’ecosistema del lago di Bracciano”.

“A nostro avviso – spiegano – restano alcuni dati che sono sotto gli occhi di tutti: la pescosità del lago si è ridotta in modo preoccupante, l‘isoetes sabatina, la pianta autoctona emblema dell’estrema biodiversità lacustre, rischia l’estinzione nonostante il ricorso alla banca del germoplasma, il livello dell’acqua è ancora, a distanza di cinque anni, di circa 80 centimetri al di sotto del livello medio stagionale indicato dal Parco di Bracciano-Martignano”.

“Sia il paesaggio che l’ambiente del lago di Bracciano, tutelato a livello regionale e comunitario, sono stati, a nostro avviso, danneggiati da comportamenti che hanno violato la concessione sulla base della quale Acea Ato 2 ha prelevato acqua dal lago, come è stato ribadito nero su bianco sia dal tribunale superiore delle acque pubbliche che dalla corte di cassazione”.

“Logiche di profitto non possono e non devono fare scempio di beni comuni quali è il lago. Il Comitato Difesa Lago di Bracciano ringrazia ancora una volta i propri legali Simone Calvigioni, Francesco Falconi, Mario Lepidi e Marco Marianello per l’assistenza prestata nel procedimento penale che ci vede parte civile”.


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9 marzo, 2022

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