Viterbo – (sil.co.) – In libertà l’adescatore di una minorenne. Arrestato il 18 febbraio per stalking e indagato a piede libero per violenza sessuale ai danni di una tredicenne, è stato rimesso in libertà il 9 marzo dal tribunale del riesame che, sciogliendo in 24 ore la riserva, ha accolto la richiesta della difesa, disponendo il divieto di avvicinamento a meno di 50 metri dalla vittima.
E’ il presunto “orco” quarantenne finito il mese scorso ai domiciliari col braccialetto su richiesta della Dda di Roma, competente per gli abusi su minori, che ha coordinato le indagini dei carabinieri del centro in provincia di Viterbo dove risiedono sia la vittima che l’indagato.
Violenza su minori – Hanno indagato i carabinieri
L’indagato è stato denunciato dalla madre e dal fratello maggiore della ragazzina, per la quale avrebbe avuto una vera e propria ossessione, arrivando a mettere in atto le condotte tipiche degli stalker, con appostamenti, pedinamenti e facendosi trovare nei luoghi da lei frequentati.
Una volta, in particolare, avrebbe tentato di adescare la minorenne, avvicinandola mentre era alla guida della sua vettura e offrendole un passaggio in macchina. Evento che avrebbe terrorizzato la tredicenne.
L’arrestato, che durante l’interrogatorio di garanzia si è difeso dicendo di essersi limitato a fare un complimento al passaggio della ragazzina, “come sei bella”, mentre si trovava con alcuni amici, l’8 marzo è comparso davanti ai giudici del tribunale della libertà, cui è ricorso il difensore Luigi Mancini.
A distanza di meno di un mese dall’applicazione della misura di custodia cautelare, è stato rimesso in libertà. col divieto di avvicinarsi a abitazione, scuola, negozio della madre della vittima nonché di comunicare con la stessa telefonicamente o con altri mezzi.
I fatti risalgono alla scorsa estate. Tra agosto e settembre, il quarantenne avrebbe ripetutamente importunato la tredicenne, ammiccando e facendo apprezzamenti a sfondo sessuale sul suo aspetto. Avrebbe inoltre tentato di convincerla a salire in macchina.
“Il mio assistito – ricorda il legale – ha raccontato al gip come in effetti ci sia stato un incontro in cui è stata fatta una mezza battuta sulla ragazza, del tipo ‘quanto sei bella’. Una battuta fine a se stessa, innocente, fatta mentre era in compagnia di un gruppo di amici, senza alcun secondo fine. Poi più niente, se non incontri casuali, come succede in un piccolo centro”.
La tredicenne, incontrando nuovamente l’uomo per strada, si sarebbe impaurita e avrebbe raccontato ai familiari di temere che quell’adulto fosse un maniaco sessuale, in quanto le avrebbe sorriso e avrebbe cercato sempre di incrociare il suo sguardo.
“A parere di questa difesa, sono stati interpretati male gli incontri successivi, che peraltro sono stai assolutamente casuali”, ribadisce l’avvocato Mancini.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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