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Viterbo - Somigli (Uil): "Il prossimo anno si aprirà con 700 studenti in meno solo negli istituti comprensivi"

“Riduzione degli iscritti a scuola, il rischio è la perdita di posti di lavoro…”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Riduzione delle iscrizioni nelle scuole, i rischi sono la perdita di posti di lavoro e l’impatto sulle nuove assunzioni”. A preoccuparsi è la segretaria generale della Uil scuola di Viterbo Silvia Somigli che ieri pomeriggio ha tenuto una conferenza stampa nella sede del sindacato in Corso Italia 68 per analizzare i risultati elettorali per il rinnovo delle Rsu (Rappresentanze sindacali di base) vinte nella Tuscia dalla Uil scuola di Viterbo per la prima nella sua storia. Ad intervenire alla conferenza, assieme a Somigli, anche Giancarlo Tuchetti, segretario generale della Uil di Viterbo, e Giancarlo Turi della segretaria nazionale della Uil scuola.

Siamo molto preoccupati per il decremento del numero di iscrizioni che si verifica negli istituti scolastici della Tuscia – spiega Somigli -. I pericoli sono la perdita di posti di lavoro e l’impatto sulle nuove immissioni”.


Viterbo - Silvia Somigli

Viterbo – Silvia Somigli


Rispetto all’anno che sta per finire, le iscrizioni a scuola per il 2022/2023 registrano un calo di oltre 700 alunni. Sui banchi dell’infanzia a settembre ci saranno 300 bimbi in meno. trecento in meno anche nella primaria e un centinaio alle medie. A salvarsi soltanto le superiori dove la flessione è leggerissima. Nel 2018, nella scuola dell’infanzia si registrarono “solo” 211 bambini in meno, nella primaria 200, e alle medie 40 iscritti.

“Quando ci sono coì tanti iscritti in meno – continua Somigli – le conseguenze per il personale è la perdita del posto di titolarità nelle scuole. Il che comporta il trasferimento d’ufficio del docente oppure la domanda condizionata per i perdenti posto verso scuole il più possibile vicine alla loro precedente sede”.


Viterbo - Una scuola elementare

Viterbo – Una scuola elementare


A risentirne, secondo Somigli, anche le immissioni in ruolo. “Se ci sono meno alunni – aggiunge Somigli – ci saranno meno classi, e con meno classi i nuovi assunti sarà difficile collocarli. L’elemento debole sono sempre i precari che, quando la coperta per le scuole si accorcia, sono quelli che perdono il posto. E in Italia sono circa 300 mila cui si andranno ad aggiungere i 55 mila lavori dell’organico Covid di cui ormai si è persa traccia”.

Daniele Camilli


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20 aprile, 2022

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