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Viterbo - Il punto di vista dei sindacati Filcams, Fisascat e UilTucs dopo la presentazione dell'accordo con la Holding Revolution

“Rilancio società Aquilanti, dobbiamo crederci… anche se per noi i tempi non ci sono”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Un progetto ambizioso. Ci crediamo?… dobbiamo crederci, perché per noi i tempi non ci sono”. E’ il giudizio dei sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs dopo la conferenza stampa di ieri mattina a Villa Sofia, Viterbo, della Holding Revolution-Gruppo Paolini Aquilanti durante la quale è stato reso noto l’accordo raggiunto tra la Holding Revolution di Cristian Errichiello e Lorenzo Elisei, il gruppo Paolini di Marco Cosimetti e di Luca e Stefano Paolini, e l’azienda Aquilanti rappresentata da Alfredo Aquilanti.


Viterbo - I lavoratori di Aquilanti assieme ai sindacalisti Donatella Ajala (Filcams Cgil), Elvira Fatiganti (UilTucs) e Guido Calà (Fisascat Cisl)

Viterbo – I lavoratori di Aquilanti assieme ai sindacalisti Donatella Ajala (Filcams Cgil), Elvira Fatiganti (UilTucs) e Guido Calà (Fisascat Cisl)


“Il progetto è quello di rilanciare l’azienda, e la cosa può farci solo che piacere perché questo significherebbe salvaguardare i posti di lavoro – spiegano Donatella Ajala della Filcams, Guido Calà di Fisascat ed Elvira Fatiganti della UilTucs -. Inserire tra i soci una holding, significa pure la volontà di assistere il cliente a 360 gradi. Non solo, probabilmente termoidraulica, ma anche altri servizi legati alla casa. Le holding si occupano di tutto. E’ un progetto ambizioso. Ci crediamo?…Dobbiamo crederci. E lo diciamo perché per noi i tempi per rilanciare l’azienda non ci sono. Speriamo solo di sbagliarci”.


Aquilanti

Aquilanti


Dopo una lunga fase di crisi e il tentativo di inserire nella compagine societaria nuovi soggetti imprenditoriali, a Natale sembrava che la Aquilanti, storia società di termoidraulica del centro Italia con oltre 50 anni di storia sul territorio, dovesse essere liquidata e i lavoratori messi in disoccupazione. A fine anno, invece, la notizia dell’ingresso di un nuovo soggetto imprenditoriale, il gruppo Paolini, con il salvataggio di un’azienda che fino a un paio di anni fa aveva pressapoco 120 dipendenti, ridotti attualmente “a poco più di una trentina”, come fanno notare i sindacati. Adesso, un ulteriore accordo con una holding.


Viterbo - La presentazione del progetti di rilancio Aquilanti

Viterbo – La presentazione del progetti di rilancio Aquilanti


Quali sono però i dubbi dei sindacati? “Innanzitutto i tempi – rispondono Ajala, Calà e Fatiganti -. Entro la fine di agosto la società termoidraulica deve pagare una rata del concordato che si aggira attorno ai 6 milioni di euro. Una parte pare sia già stata accantonata e dovrebbe, da quel che si dice, arrivare anche un prestito. Ci sono da pagare anche il resto della mensilità di dicembre e della tredicesima. Riuscirà la società a pagare quanto deve entro la fine di agosto? Per allora, sarà stata rilanciata la società, con tanto di capitali per continuare ad andare avanti e a pagare gli stipendi dei lavoratori? Se invece la società non riuscisse a far fronte al pagamento della rata, a quel punto che succede?”


Viterbo - La presentazione del progetti di rilancio Aquilanti

Viterbo – La presentazione del progetti di rilancio Aquilanti


“Dal nostro punto di vista – aggiungono i sindacalisti di Filcams, Fisascat e UilTucs – per rilanciare l’azienda non ci vogliono un paio di mesi, ma probabilmente anni. Per questo siamo preoccupati per il futuro dei lavoratori. Nel frattempo abbiamo firmato un fondo di integrazione salariale che parte dai primi di giugno e arriva fino al 31 agosto. Una specie di cassa integrazione che riguarderà una decina di lavoratori, sulla sede di Viterbo. In attesa di vedere cosa succederà alla Aquilanti da questo momento in poi”.

Daniele Camilli


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24 maggio, 2022

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