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Tribunale - Non 400 dosi di marijuana, ma "solo" 59 - Se la cava con una condanna a 4 mesi

Sorpreso a spacciare nel parcheggio, la difesa: “Non marijuana, ma canapa”

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Vitorchiano

Vitorchiano

Carabinieri

Carabinieri

Il giudice Francesco Rigato

Il giudice Francesco Rigato

Vitorchiano – (sil.co.) – Sorpreso a spacciare a Vitorchiano subito dopo la fine del lockdown “totale”, è stato condannato giovedì a 4 mesi di reclusione e 800 euro di multa dal giudice Francesco Rigato.

L’accusa aveva chiesto il doppio della pena, 8 mesi e tremila euro di multa. Il difensore Giuliano Migliorati l’assoluzione, trattandosi non di marijuana, ma di canapa indica.

Per la difesa quei 50 grammi di sostanza in una busta di cellophane termosaldata formato A4 ceduti in cambio di 300 euro a un giovane francese il 18 giugno 2020 in pieno giorno, anche se all’ombra del parcheggio multipiano di Vitorchiano, erano in realtà canapa light indica.

L’imputato, prima della pandemia, avrebbe infatti  gestito un negozio di libera vendita poi chiuso e avrebbe avuto ancora dei vecchi clienti. 

Prova provata, secondo il legale, il risultato contrastante delle due diverse analisi tossicologiche effettuate dal laboratorio dell’università cui è stata sottoposta la sostanza.

“La prima dice che sarebbe stato possibile ricavarne 400 dosi, la seconda invece solo 59 dosi. Perché, per l’appunto, si trattava non di marijuana, ma di canapa indica, non sostanza stupefacente, né drogante”, ha detto.

L’accusa ha fatto notare come a casa dell’imputato siano stati sequestrati altri 5 grammi di marijuana nonché due piantine di canapa indiana, oltre a un precedente analogo del 2019, per cui era sottoposto a libertà vigilata. E’ per questo che i carabinieri, vedendolo in giro, lo hanno tenuto d’occhio, assistendo allo scambio nel parcheggio. 

Come detto, è finita con una condanna a quattro mesi invece che a otto e una multa di 800 euro invece di tremila.


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

 


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25 giugno, 2022

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