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Tentato femminicidio di Capranica - La perita del tribunale: "Quella che ha sfiorato il cuore poteva uccidere la vittima"

Ha sferrato 5 coltellate alla compagna, scarcerato per decorrenza dei termini

di Silvana Cortignani
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Carabinieri e 118 - foto di repertorio

Sul posto carabinieri e 118 – foto di repertorio


Capranica – Tentato femminicidio di Capranica, venerdì l’ex compagno dopo un anno e otto mesi in carcere è stato rimesso in libertà per decorrenza dei termini. Prima della fine del processo.

“La coltellata che ha sfiorato il cuore della vittima poteva ucciderla”. Nel frattempo non ha avuto dubbi nel confermare l’ipotesi di reato di tentato omicidio la dottoressa Giorgia Ciancolini.

È il medico legale nominato dal collegio per valutare l’esito delle cinque coltellate inferte il 29 gennaio 2021 dal 59enne Alberto Aniello alla compagna 55enne, originaria della Polonia ma da anni residente in Italia, che stava facendo la valigia per scappare dall’appartamento di Capranica dove la coppia conviveva.

La perita è stata sentita ieri in aula alla ripresa del processo. L’imputato, nel frattempo, dopo un anno e 8 mesi in carcere, venerdì 9 settembre è stato rimesso in libertà per decorrenza dei termini di custodia cautelare.

Secondo il consulente di parte dei difensori Federica Ambrogi e Amedeo Centrone sarebbe stato incapace di intendere al momento dei fatti, motivo per cui il collegio ha accolto la richiesta di disporre una perizia psichiatrica d’ufficio della pm Chiara Capezzuto e dell’avvocata di parte civile della vittima, avvocata Ernestina Portelli, sostituita dalla collega Eloisa Brugnoletti.


Il sostituto procuratore Chiara Capezzuto

La pm Chiara Capezzuto


Sarà sentito il 6 dicembre lo psichiatra Roberto Biagiotti, l’altro perito super partes nominato dal tribunale lo scorso 14 giugno, che ha visitato l’imputato il 29 agosto, chiedendo una proroga di 30 giorni per il deposito della relazione. Si è intanto scoperto che non era però presente il medico legale di parte civile, Antonio Maria Lanzetti, non essendo stato avvisato, per cui Aniello dovrà essere visitato nuovamente, pena nullità.

Anche la frattura della vertebra lombare, secondo Ciancolini, è riconducibile alla violenza di uno dei cinque colpi inferti, tre alla schiena e due al torace. Non dovuta alla caduta, come ipotizzato dal consulente di parte dell’imputato.

Tre i coltelli da cucina, dello stesso set, usati contro la 55enne: da 8, 13 e 18 centimetri.

“La parte offesa non è mai stata in pericolo di vita, ma il colpo sferrato sotto il seno destro, che ha provocato lacerazioni e contusioni al polmone nonché sfiorato il cuore, poteva essere mortale”, ha detto Giorgia Ciancolini.

L’accoltellamento è avvenuto attorno alle 14, 20. L’allarme dato dal vicino che per primo ha soccorso la 55enne, è scattato alle 14,26. Per primo è giunto un carabiniere della locale stazione. Alle 14,40 è arrivato il118. L’ambulanza è ripartita con la paziente a bordo alle 15,20, dopo che i sanitari hanno medicato le ferite. La vittima è giunta al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle alle 15,50 con un codice rosso. Alle 16 il triage, con la richiesta inevasa di ricovero in cardiologia. Alle 17,34 è stara dimessa dal pronto soccorso e ha effettuato colloqui con gli psicologi (essendo scattato il codice rosa). Alle 2 di notte la parte offesa è stata condotta in sala operatoria dove le è stato apposto il drenaggio per il pneumotorace derivato dal colpo che ha raggiunto il polmone e sfiorato il cuore.

“Se il sangue non fossse stato bloccato dall’intervento dei sanitari, prima con le medicazioni sul posto e poi in ospedale, il quadro clinico sarebbe potuto precipitare”, ha sottolineato la dottoressa Ciancolini.

“Profondità e direzione delle coltellate si sarebbero potute stabilire solo in sede di esame autoptico, che fortunatamente non è stato necessario. Ma le Tac effettuate il 29 gennaio e il 2 e 5 febbraio 2021 ci dicono che sono stati attinti e potevano essere attinti ancora di più degli organi vitali”.

La difesa ha fatto notare come gli organi vitali siano a sinistra e la 55enne sia stata accoltellata sulla parte destra del corpo. “Il cuore – ha fatto notare Ciancolini – sta sia al centro che a destra e sinistra”. 


Amedeo Centrone

L’avvocato Amedeo Centrone, difensore con la collega Federica Ambrogi


Patumi: “Non voleva ucciderla”

Secondo il medico legale Walter Patumi di Perugia, nominato dai difensori Amedeo Centrone e Federica Ambrogi e ascoltato in aula lo scorso 25 maggio: “Le ha sferrato cinque coltellate, ma non voleva ucciderla”. Le tre coltellate all’addome e le due alla schiena sono state sferrate “dove era più facile colpire, con istinto di rabbia ma non con volontà omicida”. Per il consulente, la donna “non ha mai rischiato di morire” e la frattura alla vertebra lombare non sarebbe dovuta alla violenza di una delle coltellate, “semmai alla caduta a terra”.


Pompili: “Incapace di intendere e volere”

L’altro consulente della difesa, lo psichiatra forense Pieritalo Maria Pompili di Roma, sempre all’udienza del 25 maggio, ha invece diagnosticato all’imputato un idrocefalo normoteso, una patologia neurologica in essere da 5-10 anni, per cui l’imputato soffrirebbe di un “impoverimento del cervello” che lo renderebbe in generale “incapace di controllare le pulsioni” e nello specifico “incapace di intendere e di volere al momento del fatto”.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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14 settembre, 2022

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