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Tribunale - Si sarebbe mosso sempre con una Smart grigia - Identificato grazie al passaparola

Stupratore seriale di lucciole, una delle vittime lasciata nuda in mezzo alla strada

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Prostituzione - Controllo dei carabinieri

Prostituzione – Controllo dei carabinieri


Monterosi – (sil.co.) – Violentata, rapinata e lasciata nuda in mezzo alla strada.

Avrebbe costretto una prostituta a un rapporto orale in mezzo alla strada strattonandola per i capelli e spingendole con forza la testa sui suoi genitali. Poi l’avrebbe spinta all’interno della vettura e l’avrebbe violentata, obbligandola a un rapporto sessuale completo senza protezione. 

E’ successo il 15 marzo 2016 a Monterosi e da allora non si è ancora concluso il processo a carico dell’uomo che è stato successivamente identificato come uno stupratore seriale da altre due lucciole cui sarebbe capitata la stessa cosa.

L’imputato, difeso dal professor Carlo Taormina, sostiene che ci sia stato un clamoroso scambio di persona.

Per questo all’udienza di martedì davanti al collegio, il pm Michele Adragna ha insistito per sentire la presunta vittima, una romena nel frattempo andata a vivere all’estero, prima della sentenza, oltre a un altro testimone, un moldavo che sta in Sardegna, ritenuto importante. Non essendo presenti, saranno ascoltati il prossimo 20 dicembre, prima della pausa natalizia.


Carlo Taormina

Il difensore Carlo Taormina


Il processo di Viterbo a carico dell’uomo, un  pregiudicato 45enne di Bracciano, si è aperto l’8 ottobre 2020.

Era stato  arrestato a settembre 2019, tre anni dopo aver rapinato e violentato la lucciola di Monterosi, con l’accusa di tre violenze ad altrettante prostitute, per due delle quali competente Tivoli. Una fu trovata in stato di choc in un’area rurale di Campagnano, aggredita all’inizio del 2019.

Contro di lui si è costituita parte civile, con l’avvocato viterbese Anna De Cesare, la vittima dell’aggressione del 2016 a Monterosi, che, dopo essere stata violentata e rapinata, fu lasciata nuda in aperta campagna. 

La donna dopo avere sporto querela si è confidata con un’altra prostituta, a sua volta aggredita a Capena nel febbraio 2018, la quale, incoraggiata a denunciare, ha consegnato agli investigatori, coordinati dalla procura di Tivoli, una foto scattata al suo aguzzino e alla sua Smart di colore grigio, quando si è ripresentato nella sua “zona” in cerca di prestazioni. 

Sugli abiti della seconda vittima, la prostituta aggredita a Campagnano, ricoverata con codice rosa al san Filippo Neri, sono state rinvenute tracce biologiche dell’uomo che l’aveva aggredita. Le foto e l’analisi del Dna hanno permesso di risalire al 45enne, risolvendo anche il caso di Monterosi. 

Il modus operandi, secondo l’accusa, sarebbe stato sempre lo stesso. Il 45enne si sarebbe mosso con una Smart grigia a caccia della vittima di turno. Dopo averla fatta salire, si sarebbe fermato con l’auto in campagna, costringendola ad avere rapporti sessuali non protetti, rapinandola di soldi e cellulari e abbandonandola in un’area isolata.

 


Articoli: Alla sbarra stupratore seriale di prostitute, avrebbe violentato e rapinato tre lucciole – Arrestato stupratore seriale, tra le vittime anche una donna di Monterosi


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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17 settembre, 2022

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