Carabinieri – foto d’archivio
Sutri – (sil.co.) – Vanno alla cena d’inaugurazione post Covid della villa per scambisti, cacciano gli ospiti e picchiano il titolare dopo averlo rapinato dei 4mila euro presenti nella cassa del locale. In aula il racconto della vittima, minacciata con una mazza da golf: “Dacci i soldi, altrimenti ti metto dentro una botte e ti cemento”.
In tre, due uomini e una donna, sono finiti a giudizio davanti al collegio presieduto dal giudice Eugenio Turco che ieri, alla prima udienza dibattimentale del processo, ha ascoltato per ore la testimonianza fiume della vittima, che si è costituita parte civile contro gli imputati, due uomini e una donna con cui in precedenza era stato in affari.
L’incursione alla cena di riapertura del club per scambisti risale al primo maggio 2021, preceduta, nel luglio 2020, da un furto presso un locale analogo nel pieno centro di Roma, subaffittato dagli imputati alla parte offesa, messo a segno da un altro imprenditore del settore che, mettendo a soqquadro il club, si è portato via arredi e suppellettili per circa 40mila euro, appartenenti alla parte civile, lasciando danni per circa 10mila euro.
“Abbiamo sporto denuncia per furto sia io che loro – ha detto la parte offesa – che però poi hanno dato la colpa a me, che gli avevo dato le chiavi chieste con una scusa, facendomi causa per ottenere un risarcimento di 500mila euro. Nel frattempo continuavano a chiedere a me i soldi, una persecuzione. Fino alla sera del primo maggio 2021 quando sono venuti a cena nel mio locale di Sutri”.
“Fin da subito, insistendo con me per avere il denaro, hanno cominciato a disturbare gli ospiti, accendendo le luci che dovevano restare soffuse per render accogliente l’ambiente. Poi la donna ha fatto una scenata, cacciando gli ospiti dal locale. Il marito mi ha detto ‘Dacci i soldi, altrimenti ti metto dentro una botte e ti cemento’, brandendo contro di me una mazza da golf, mi ha sferrato un pugno sul naso e costretto a dargli i soldi della cassa, che poi ha passato all’altro”.
“Lei – ha proseguito – si è avventata su uno dei grossi candelabri ornamentali della sala e lo ha scagliato sul bancone del bar, hanno rotto le bottiglie, uno sgabello d’artista e quadri altrettanto preziosi, il vetro della porta d’ingresso, messo tutto sottosopra, continuando a inveire e minacciarmi davanti al personale e alla mia compagna”, ha raccontato.
Durissimo il controesame della difesa degli imputati, che ha rivelato i numerosi ricorsi alle carte bollate sfociati in diversi procedimenti in sede civile legati a questioni economiche tra le parti.
Il processo riprenderà il 21 febbraio per sentire altri cinque testimoni dell’accusa.
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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