Tribunale di Viterbo – L’aula di corte d’assise
Civita Castellana – (sil.co.) – Gastronomie truffate dal rappresentante di prodotti tipici della provincia di Viterbo, in particolare latticini e salumi.
“Noi ci fidavamo ciecamente di lui, nel corso degli anni si erano sviluppate amicizia e confidenza, non volevamo credere che ci stesse truffando, poi ci siamo arresi all’evidenza”, hanno detto alcune delle vittime al giudice Elisabetta Massini.
Sono le parti offese ascoltate in tribunale il 3 novembre, all’ultima udienza del processo in cui sono imputati il presunto agente di commercio infedele e il titolare di un’azienda del comprensorio di Civita Castellana specializzata nella vendita di caci, salumi e altri prodotti tipici della Tuscia.
I fatti sarebbero avvenuti tra il 2016 e il 2017 in diversi punti vendita, tra cui piccole botteghe all’insegna delle tipicità ma anche ristoranti e trattorie, non solo della provincia di Viterbo.
Al centro dell’udienza di giovedì la posizione dell’agente di commercio, considerato dai commercianti un “traditore” dopo avere avuto la certezza che, ritoccando il peso dei prodotti in fattura, in particolare quello dei formaggi, faceva pagare loro anche il doppio del dovuto.
L’imputato, ironia della sorte, si sarebbe tradito mettendo in conto a una gastronomia un prodotto che non aveva nemmeno consegnato.
“Ce ne siamo accorti per caso ed è stato un campanello d’allarme. Ci siamo detti chissà quante altre volte potrebbe essere capitato e da quel giorno abbiamo cominciato a controllare che ci fosse corrispondenza tra bolla e consegne, scoprendo che sistematicamente pagavamo prodotti che erano in realtà sottopeso. Tipo pezzi di formaggio da un chilo e mezzo pagati per tre chili. Lo stesso avveniva con mozzarelle, stracchini e altri prodotti che non avevano un peso fisso”, ha spiegato un testimone, titolare con la famiglia di due punti vendita, un supermercato a Orte e un minimarket a Magliano Sabina.
Il processo riprenderà il prossimo primo dicembre. Sentenza prevista il 9 gennaio.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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