Carabinieri e ambulanza
Fabrica di Roma – (sil.co.) – Trentenne pestato a sangue e rapinato dal branco il giorno di Pasquetta, in pieno giorno e in pieno centro a Fabrica di Roma: al via il processo agli autori del massacro, entrati in azione verso le 16 del 5 aprile 2021, quando tutta Italia era chiusa in casa per la zona rossa.
Prognosi provvisoria, trenta giorni. Per due pacchetti di sigarette e dieci euro.
Inchiodati dalle telecamere della videosorveglianza, furono identificati a tempo di record sette giovani, cinque del posto e due fratelli originari del Settentrione, tra i quali alcuni minorenni. Il processo ai maggiorenni, difesi dall’avvocato Luigi Mancini, è entrato nel vivo ieri con la testimonianza della vittima, che si è costituita parte civile, davanti al giudice Elisabetta Massini.
La vittima ha ripercorso in tribunale l’accaduto, ricordando come quel giorno avesse festeggiato a casa coi familiari la ricorrenza, per poi recarsi al distributore automatico vicino al duomo a comprare le sigarette.
Polizia al pronto soccorso di Belcolle – foto di repertorio
“Non c’era nessuno in giro, per via del divieto per la zona rossa. Mentre ero intento al distributore, uno mi ha dato un pugno in piena faccia che mi ha spezzato il naso, poi mi hanno scaraventato a terra e preso a pugni e calci”, ha spiegato il trentenne, portato al pronto soccorso dell’ospedale Andosilla di Civita Castellana in ambulanza e ricoverato il giorno successivo all’ospedale di Belcolle, dove è stato sottoposto a intervento chirurgico per la riduzione della frattura.
“Sono scappati via quando mi è squillato il cellulare, ma quello che mi ha sferrato per primo il pugno in faccia è tornato indietro, mi ha tirato per i capelli, e mi ha detto come si chiamava, dicendo espressamente ‘ricordati questo nome’, aggiungendo nome e cognome”.
La vittima ha quindi effettuato senza tentennamenti il riconoscimento fotografico degli aggressori in aula.
Immediate furono le indagini da parte dei carabinieri che, nel giro di pochi giorni, grazie al filmato delle telecamere della videosorveglianza, sono risaliti agli autori del gesto.
“Sono stato colto di sorpresa mentre ero intento a ritirare le sigarette dal distributore. Sono stato improvvisamente accerchiato da una decina di persone, forse ubriachi o comunque giovani in stato di alterazione”, ha proseguito, raccontando al giudice Massini la drammatica esperienza.
Il trentenne, sentito nell’immediatezza dei fatti dal personale del posto di polizia dell’ospedale, ha poi sporto denuncia per lesioni.
Si tornerà in aula il prossimo 2 marzo, per ascoltare altri quattro testimoni dell’accusa.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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