Roma – L’assalto alla sede della Cgil del 9 ottobre 2021
Roma – (sil.co.) – Assalto del 9 ottobre 2021 alla Cgil di Roma, con l’avviso di chiusura indagini recapitato al 48enne nepesino Simone Manni salgono a due i viterbesi coinvolti nei disordini scaturiti da una manifestazione che si opponeva alla certificazione per i vaccini Covid.
L’altro è Massimiliano Petri, 35 anni, condannato la scorsa estate a sei anni di reclusione per devastazione e resistenza a pubblico ufficiale.
Nove gli indagati raggiunti nei giorni scorsi dal 415 bis, tra cui Manni, nell’ambito dei vari filoni della maxi inchiesta della procura di Roma, pronta a chiedere il rinvio a giudizio in quanto, secondo l’accusa, “minacciavano e aggredivano gli operanti nel corso di una manifestazione di piazza, con uso di bastoni e spranghe di ferro ed altri oggetti atti ad offendere”.
Petri, di Civita Castellana, difeso dall’avvocato Domenico Gorziglia del foro di Viterbo, è tra i sei militanti di Forza Nuova e no Green Pass che hanno scelto il rito abbreviato. E’ il manifestante che, durante il percorso verso l’ospedale, avrebbe preso a calci l’attrezzatura dell’ambulanza e avrebbe aggredito anche l’infermiera a bordo che cercava di assisterlo, a causa di una ferita che aveva l’uomo.
Membro degli Ultras della Lazio, quattro anni fa, sempre Petri, fu condannato in primo grado dal tribunale di Viterbo a 3 anni e 4 mesi di reclusione, per il feroce pestaggio – messo a segno con un complice condannato alla stessa pena – di un sospetto ladro sorpreso all’alba del 25 giugno 2017 a frugare all’interno di un camper parcheggiato in località Madonna delle Piagge a Civita Castellana.
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Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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