Droga dello stupro – Il flacone di solvente chimico noto come multigel remover sequestrato dalla polizia
Carbognano – “Soddisfatti o rimborsati”, questo più o meno lo spirito dell’azienda olandese produttrice di un multigel remover sequestrato in Italia come droga dello stupro. Un prodotto per le pulizie, che nascerebbe in patria come un potente antiruggine.
E’ emerso ieri alla prima udienza del processo al 35enne originario dell’est europeo, arrestato lo scorso 20 giugno dalla polizia mentre ritirava dal corriere un flacone da un litro di droga dello stupro, che si era fatto inviare a domicilio, al costo di 68 euro, direttamente dall’Olanda, dove la vendita del “prodotto”, a differenza dell’Italia, è legale.
Il 35enne, tuttora agli arresti domiciliari per spaccio, è difeso dall’avvocato Franco Taurchini il quale, preliminarmente, ha prodotto in aula, a conferma della legalità nei Paesi Bassi del multigel remover sequestrato, l’invio al cliente di una penna a sfera di colore rosa con l’invito a lasciare una recensione sul sito dell’azienda e anche una mail ricevuta qualche giorno dopo in cui si chiede al cliente se è soddisfatto dell’acquisto.
“Not Happy? Please contact us first so we can help”, si legge. “Non sei contento? Contattaci così ti possiamo aiutare”.
Il procedimento, nel frattempo, è stato assegnato al neo giudice del tribunale Ilaria Inghilleri – magistrato appena 34enne, proveniente dal tribunale di Ferrara, al suo primo giorno di udienza monocratica a Viterbo – cui il legale ha chiesto di procedere con l’abbreviato condizionato all’ascolto della madre dell’imputato. Rito alternativo che, in caso di condanna consente lo sconto di un terzo della pena.
Droga dello stupro – Un flacone di solvente chimico noto come multigel remover è stato sequestrato dalla polizia
La madre dell’imputato, una 69enne anche lei originaria dell’est europeo, ha spiegato come il figlio soffra di depressione e altri problemi di natura psichiatrica, per cui è in cura con degli psicofarmaci, non sufficienti da soli a garantirgli il benessere mentale, quindi assumerebbe anche delle sostanze come le metanfetamine, di cui, secondo la donna, sarebbe dipendente.
Il giorno dell’arresto gliene sono stati sequestrati 171 grammi, tra cui 15 bustine di metanfetamina da tre grammi l’una, che l’imputato, durante l’interrogatorio, ha giustificato dicendo di voler razionalizzare il consumo, proprio per via dell’eccessivo uso personale di farmaci e stupefacenti.
Relativamente al multigel remover, invece, la madre ha detto di avere visto il figlio utilizzarlo per levare la ruggine dalle ringhiere dei balconi e sgrassare pavimenti e sanitari.
“Sta sempre in casa, tutto il giorno sul letto, non esce mai, non ha amici, non ha interessi. Prima del Covid lavorava in Danimarca, poi con la pandemia ha perso il lavoro.ed è tornato in Italia. Lì usava dei farmaci che in Italia sono illegali, per cui gli davo i soldi io stessa per gli stupefacenti a uso personale da abbinare alle medicine. E’ seguito da una psicologa a Civita Castellana e da uno psichiatra a Vetralla”, ha spiegato la madre.
“Sapevo che il multigel remover, se ingerito, poteva dare tranquillità ed euforia, per cui, di nascosto da mia madre, perché mi vergognavo, ho voluto provare e in effetti funziona, quando sto male, mi fa sentire subito meglio”, ha spiegato invece il 35enne.
“I 171 grammi di metanfetamina me li ero fatti spedire per posta da una spacciatrice di Berlino, di cui ho cancellato i contatti”, ha quindi risposto a precisa domanda del giudice.
Al termine il processo è stato rinviato a febbraio per la sentenza.
Silvana Cortignani
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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