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Tribunale - Imputata una quarantenne viterbese - È stata riarrestata dai carabinieri del Norm

Presunta pusher nuovamente a processo, assolta poche settimane fa dopo richiesta 4 anni

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Carabinieri - foto d'archivio

Carabinieri – foto d’archivio

Francesca Bufalini

L’avvocato Francesca Bufalini

Viterbo – (sil.co.) – Assolta a dicembre dall’accusa di spaccio perché tossicodipendente, dovrà comparire nuovamente davanti al giudice, stavolta il magistrato Ilaria Inghilleri, con le stesse accuse il prossimo 5 ottobre.

L’udienza di giovedì 19 gennaio è stata dedicata all’ammissione delle prove, tra cui, per la difesa, una sentenza del tribunale per i minori davanti al quale la donna è stata giudicata per droga quando era appena adolescente e la recente assoluzione da parte del giudice Elisabetta Massini del tribunale di Viterbo, quando l’accusa aveva chiesto quattro anni di reclusione e ventimila euro di multa per spaccio.

Imputata una quarantenne residente ai Cappuccini che, come la difesa ha dimostrato poco più di un mese fa, è tuttora in cura al Serd e all’epoca era tossicodipendente, per cui eroina e metadone sarebbero stati detenuti per uso personale. Nel frattempo la donna è stata nuovamente arrestata, sempre dai carabinieri del Norm della compagnia di Viterbo e sempre con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Il 10 marzo 2020, all’inizio del lockdown, fu sorpresa sotto casa dai carabinieri del Norm della compagnia di Viterbo, in via Vicenza, con due dosi di eroina in tasca. Altre tre dosi di eroina, confezionate in involucri di cellophane di colore bianco termosaldati, erano state rinvenute nella sua abitazione, durante la successiva perquisizione domiciliare nonché un flaconcino di metadone con l’etichetta identificativa abrasa, un bilancino di precisione e la somma ritenuta sospetta di 110 euro in contanti, secondo l’accusa provento dell’attività di spaccio.

L’avvocato Francesca Bufalini, che l’ha assistita nella vicenda, ha provato la dipendenza da sostanze stupefacenti dell’imputata, documentando il percorso seguito per disintossicarsi e anche l’attività lavorativa svolta all’epoca, che le consentiva di acquistare eroina per uso personale.


 – Arrestata per spaccio a inizio lockdown, assolta perché tossicodipendente


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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6 febbraio, 2023

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