Viterbo – La droga e i contanti sequestrati dalla polizia
Viterbo – (sil.co.) – Saranno processati per direttissima a fine febbraio dal giudice Daniela Rispoli i due trentenni originari della Nigeria arrestati la settimana scorsa in centro dalla polizia che ha sequestrato, nella loro disponibilità, oltre cento ovuli di eroina pronti per essere spacciati e una quantità scaricata nel water.
Il blitz risale al pomeriggio di domenica 22 gennaio, quando nella zona di corso Italia, a Viterbo, sono entrati in azione gli equipaggi di due volanti. Trascorsa una notte agli arresti domiciliari, gli arrestati sono comparsi il pomeriggio successivo in tribunale dove, difesi dall’avvocato Matteo Moriggi, solo uno dei due si è lasciato interrogare, mentre l’altro si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Al termine dell’udienza, il giudice ha convalidato gli arresti, disponendo per entrambi gli imputati la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria fino al processo per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio, rinviato a fine febbraio per dare tempo alla difesa di valutare l’opportunità di riti alternativi come il patteggiamento o l’abbreviato che consentono, in caso di condanna, lo sconto di un terzo della pena.
Operazione della polizia volante – Due giovani bloccati per droga in pieno centro
Gli agenti della volante, si legge in una nota della questura, “hanno notato una ragazza incappucciata che, in maniera repentina, cedeva denaro ad un individuo di colore ricevendo in cambio un involucro che metteva immediatamente in tasca. Alla vista degli operatori entrambi si sono dati alla fuga, ma l’uomo è stato raggiunto dai poliziotti in un vicino stabile e fermato, con non poche difficoltà vista la forte resistenza opposta, davanti ad un appartamento dove era presente un altro soggetto”. Stando a quanto trapelato, insieme al connazionale, avrebbe preso parte della droga in loro possesso, gettandola nel water.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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