– Si è conclusa poco dopo le 15 l’udienza per l’omicidio del piccolo Rocco Pellegrini.
Il bimbo fu ucciso nel 2008 da una dose di metadone trovata in casa. Aveva appena quattordici mesi.
A giudizio per omicidio colposo sono finiti i genitori Beatrice De Leva e Giulio Pellegrini. Un loro conoscente, Alessandro Ricci, è imputato insieme a loro per avergli ceduto una piccola dose di stupefacente.
La parola, oggi, è passata alle difese. Dopo la requisitoria del pm Stefano D’Arma, che aveva chiesto l’assoluzione per Ricci e un anno e mezzo per i genitori, è toccato ai legali degli imputati tirare le somme.
L’avvocato Antonio Stellato ha puntato sull’impossibilità, per i genitori del piccolo, di prevedere un così tragico incidente. “I flaconi di metadone erano fuori dalla portata del bambino, in un cassetto a un metro e trenta centimetri d’altezza. Che il bambino potesse riuscire a prenderli era impensabile”.
Il difensore della coppia ha chiesto l’assoluzione. Così come il collega Francesco Massatani, che assiste Ricci e che ha parlato della genericità dell’intercettazione telefonica tra lui e Pellegrini. Si parla di soldi. Di un appuntamento tra i due. Ma che fosse per questioni attinenti alla droga, è tutto da dimostrare.
A luglio la sentenza.
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