Spagna – Strage Erasmus – Le sette vittime italiane
Viterbo – Tragedia Erasmus senza colpevoli. Con la chiusura del processo all’unico indagato, in seguito alla morte dell’imputato, Santiago Rodriguez Jimenez, l’autista del pullman, stroncato da un infarto a 65 anni lo scorso 5 aprile, la vicenda giudiziaria si è chiusa nella maniera più amara per i familiari delle sette studentesse italiane, tra cui la viterbese Elisa Scarascia Mugnozza di 22 anni, che il 20 marzo 2016 hanno perso la vita nello schianto avvenuto in Spagna sull’autostrada AP-7, all’altezza della località catalana della provincia di Tarragona.
Un mese fa Gabriele Maestrini, padre di Elena, che ha perso la sua unica figlia nel tragico incidente, ha presentato un esposto alla procura generale presso la corte di appello di Firenze, chiedendo che “l’Italia indaghi su tutti i responsabili”, “con l’auspicio che gli inquirenti italiani possano approfondire gli aspetti della vicenda completamente disattesi nel corso dell’istruttoria condotta all’estero”.
A Sesto Fiorentino, il 20 aprile, si è tenuta la cerimonia di consegna della borsa di studio intitolata a una delle vittime, Valentina Gallo. Quest’anno, giunta alla settima edizione, è stata assegnata a una studentessa di classe quarta, indirizzo di studio amministrazione, finanza e marketing, presso l’auditorium intitolato a Valentina dell’istituto Calamandrei dove è docente il padre.
L’ateneo di Firenze invece, lo scorso 20 marzo, in occasione del settimo anniversario, ha ricordato le studentesse Elena Maestrini, Lucrezia Borghi e Valentina Gallo all’ingresso dell’aula magna del campus delle scienze sociali di Novoli dove è posta una lapide in loro ricordo.
Elisa Scarascia Mugnozza, 22 anni, studiava medicina alla Sapienza
Sette vite stroncate, chi erano le vittime
Elisa Scarascia Mugnozza – Viaggiatrice e futuro medico Elisa Scarascia Mugnozza aveva 22 anni ed era erede di una famiglia di accademici. Il padre è Giuseppe, docente di ecologia forestale all’università degli studi della Tuscia mentre il nonno, Gian Tommaso, è stato il fondatore e primo rettore dello stesso ateneo. Elisa era iscritta alla facoltà di medicina e chirurgia alla Sapienza.
Valentina Gallo – Era a Barcellona dall’ultima settimana di gennaio e sarebbe ritornata in Italia all’inizio dell’estate al termine del suo programma Erasmus. Anche lei come altre colleghe desiderava prolungare l’Erasmus, amava la Spagna.. Fiorentina, 22 anni, studiava economia all’università di Firenze.
Serena Saracino – Piemontese avrebbe compiuto 23 anni il successivo 28 marzo. Era una studentessa di farmacia all’università di Torino. Con lei era partita un mese prima per l’Erasmus a Barcellona anche un’amica, scampata alla tragedia del bus.
Elisa Valent – Era a Barcellona da appena 20 giorni. Di Venzone, in provincia di Udine, aveva 25 anni. Era studentessa dell’università di Padova dove studiava filologia moderna. I genitori stavano guardando la tv con le immagini dell’incidente: per ore hanno provato a telefonarle ma il telefono era sempre muto. Purtroppo anche lei era su quel maledetto pullman.
Francesca Bonello – Aveva 23 anni e sognava di diventare medico. Era di Castelletto, Genova. A Barcellona frequentava medicina all’Universitat de Gran Via de les Corts Catalanes. Padre ingegnere e madre insegnante. Religiosissima, Francesca era andata in Romania e in Africa come volontaria. L’estate precedente era andata in Ciad col fidanzato medico con una associazione di gesuiti. Subito dopo il suo arrivo a Barcellona aveva cucinato le lasagne per 100 persone.
Lucrezia Borghi – Aveva 22 anni e studiava economia all’università di Firenze Era a Barcellona per proseguire gli studi con l’Erasmus. I genitori Fabrizio e Cecilia, hanno riconosciuto la salma della figlia assieme al fidanzato. Una famiglia di Greve in Chianti (Firenze) a cui la 22enne era molto legata, lì vivevano anche i nonni e il fratellino che al momento della tragedia aveva 14 anni.
Elena Maestrini – Aveva 21 anni e studiava economia aziendale e management a Firenze. Molto amata dalla sua comunità, quella di Gavorrano in provincia di Grosseto, era in Spagna da un paio di mesi con il progetto Erasmus. Quando è avvenuta la tragedia, sarebbe dovuta partire per tornare in Italia per la Pasqua.
Strage Erasmus – La targa in memoria di una delle vittime italiane, Elena Maestrini
La tormentata vicenda giudiziaria
La richiesta di pena del pubblico ministero per l’autista della corriera, accusato di 13 omicidi colposi e 42 casi di lesioni colpose, era di quattro anni di detenzione. L’autista nel frattempo, come è noto, aveva recentemente acconsentito al patteggiamento, ma la decisione non era ancora stata ratificata dal giudice per il lungo sciopero che in Spagna aveva interessato i segretari giudiziari.
Intanto sono passati sette anni, durante i quali il caso ha rischiato l’archiviazione tre volte – nel 2016, nel 2017 e nel 2019 – prima del processo.
Il pullman apparteneva all’azienda Autocares Alejandro, di Mollet del Vallés, nel barcellonese. Trasportava 57 persone che tornavano da Valencia dopo avere assistito alla festa de las Fallas ed erano dirette a Barcellona. A un certo punto il conducente ha perso il controllo del mezzo, sbandando da un lato all’altro della carreggiata, fino a ribaltarsi e investire un’altra macchina, i cui due passeggeri sono rimasti feriti.
Il tachigrafo del pullman quel giorno registrò ben 77 rallentamenti improvvisi.
La perizia effettuata sulla scatola nera ha dimostrato che c’erano stati importanti cambi di velocità come se il conducente fosse stato in preda a colpi di sonno. Non sarebbe stato previsto alcun sostituto, nonostante la lunghezza del viaggio e i tempi stretti della gita che prevedevano una guida ininterrotta di oltre 24 ore.
I familiari delle vittime hanno rivolto un appello all’Europa affinché disciplini il trasporto di persone secondo “regole uniformi di risarcimento del danno che valorizzino la vita e inducano a condotte prudenti”. Lo scorso 6 aprile sono stati loro, con una lunga lettera, ad annunciare la morte dell’unico imputato.
Silvana Cortignani
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