– Muore in clinica a 45 anni, chiesta di nuovo l’archiviazione.
Nessun nesso tra la morte del paziente e l’atteggiamento dei medici. Lo scrive il medico legale Mario Bacci nella sua relazione. I sette medici e infermieri indagati per omicidio colposo non potevano fare nulla per evitare la morte di F. E.. E’ in base a queste conclusioni che il pm Stefano D’Arma, titolare del fascicolo, è tornato a chiedere l’archiviazione per tutti e sette gli indagati.
Il 45enne era da anni in cura nella struttura di riabilitazione viterbese. Soffriva di schizofrenia ebefrenica. Una malattia incurabile, che rende chi ne è affetto ansioso e asociale. Anche violento contro sé stesso e gli altri, nelle forme più gravi come quella di F.E..
L’uomo muore il primo novembre 2009. Su denuncia della sorella, scatta l’inchiesta coordinata dalla procura della Repubblica di Viterbo. In sette finiscono nel registro degli indagati, un infermiere e sei medici di Villa Buon Respiro, uno dei quali difeso dall’avvocato Pietro Marziali.
Già una volta il pm D’Arma aveva chiesto l’archiviazione. Una prima relazione del consulente Mario Bacci escludeva qualsiasi responsabilità da parte di medici e paramedici. La sorella del paziente si oppose, chiedendo un supplemento di perizia su alcune ferite trovate sul corpo del fratello. Richiesta accolta dal gip del tribunale di Viterbo Franca Marinelli.
Il nuovo accertamento doveva stabilire se le lesioni erano compatibili con eventuali negligenze o maltrattamenti da parte del personale medico. Mancanze che il professor Bacci ha escluso nettamente, nella sua nuova relazione depositata mesi fa.
La procura, dunque, ha reiterato la richiesta di archiviazione per tutti gli indagati. I familiari, se lo vorranno, potranno opporsi nuovamente alla chiusura del fascicolo.
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