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Tribunale - Successivamente la presunta vittima ha rimesso la querela - Al processo non sono emersi maltrattamenti

Lo lascia sotto lockdown e poi lo denuncia, ex marito assolto

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L'avvocato Claudia Polacchi

L’avvocato Claudia Polacchi

Tuscania – (sil.co.) – Lo lascia durante il lockdown e un mese dopo lo denuncia, l’ex marito a processo per maltrattamenti aggravati in famiglia è stato assolto ieri con formula piena dal collegio su richiesta sia della pm Eliana Dolce che del difensore Claudia Polacchi.

Era il 29 giugno 2020 quando, al termine di una accesa discussione l’imputato, un uomo di Tuscania, avrebbe strappato il figlioletto di pochi mesi dalle braccia della ex moglie.

Lei, una trentenne, se ne era andata già da un mese, ma la coppia continuava a frequentarsi.”Era una relazione tossica”, ha detto la presunta vittima, sentita davanti al collegio del tribunale di Viterbo il 13 maggio 2022, alla prima udienza del processo.

Ieri la discussione, dopo che la presunta vittima, una trentenne, ha rimesso la querela e ritirato la costituzione di parte civile.


– Lo lascia durante il lockdown ma continuano a vedersi: “Era una relazione tossica”


La coppia, che si era sposata nel 2017, è rimasta insieme due anni e mezzo. Un matrimonio costellato di litigi. Fino a quel lunedì di inizio estate di tre anni fa.

L’imputato avrebbe voluto riunire a modo suo la famiglia.

“È stato spaventoso, mi allontanava con il braccio libero per non farmi avvicinare al piccolo, mentre mi gridava ‘levati, vattene’. Poi mi ha fatto entrare in casa, chiudendo la porta a chiave, quindi mi ha preso il viso per la mascella, ha afferrato il mio telefono perché volevo chiedere aiuto e mi ha strappato la maglietta” ha raccontato in aula la parte offesa.

Si sarebbe trattato dell’unico episodio, come sottolineato da accusa e difesa, scaturito dalla travagliata separazione della coppia che nel frattempo, pur non essendo tornata insieme, avrebbe trovato un accordo per il bene del bambino.

“A un certo punto mi ha ridato il bambino urlando ‘vattene’, ma quando stavo salendo in macchina mi ha bloccata, levando la chiave dal cruscotto. Allora sono scappata a piedi lungo la via, mentre lui mi inseguiva a tutta velocità in auto, facendo il verso di investirmi. Per evitarlo, dato che la strada era stretta, mi sono dovuta rifugiare su uno scalino”.

“Mi hanno salvata i vicini che, sentendo il trambusto e le urla, si sono affacciati alla finestra. Sono corsa a casa loro e da lì ho chiamato il centro antiviolenza e i carabinieri”.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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21 giugno, 2023

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