Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - In passato era stato già condannato a un anno per maltrattamenti in famiglia, sempre ai danni della ex moglie

Lei lo lascia e lui minaccia di ucciderla per la reversibilità, condannato a 2 anni e tre mesi

Condividi la notizia:


Vincenzo Petroni

L’avvocato Vincenzo Petroni

Tuscania – (sil.co.) – Lei lo lascia e lui minaccia di ucciderla per la reversibilità, condannato a 2 anni e tre mesi di reclusione. 

Si tratta del terzo processo e della seconda condanna per un 42enne di Vetralla, più volte arrestato in passato e già condannato a un anno di carcere per maltrattamenti in famiglia, sempre ai danni della ex moglie, che successivamente se lo era ripreso in casa.

Nel 2017 è stato invece assolto dall’accusa di percosse dopo che la stessa moglie, al secondo processo, ha giurato e spergiurato che si era trattato soltanto di uno schiaffo perché lei lo aveva morso, avendolo perdonato per l’ennesima volta e avendo ripreso a frequentare il marito, di nascosto dai carabinieri che dovevano controllarli, nonostante l’allontanamento.

I fatti al centro dell’ultimo processo, che si è concluso ieri davanti al giudice Alessandra Aiello, risalgono al 2021. Stavolta avrebbe minacciato di uccidere la moglie per la reversibilità quando lei  lo ha cacciato definitivamente di casa chiedendogli la separazione. L’imputato, difeso dall’avvocato Vincenzo Petroni, non si è presentato in aula per dare la sua versione dei fatti, facendo sapere di essere ricoverato in una casa di cura.

Imputato e parte offesa sarebbero tuttora marito e moglie a causa del netto rifiuto dell’uomo ad accettare l’idea del divorzio. 

Il tormentato matrimonio della coppia, celebrato il 19 settembre 2016, dopo un periodo di convivenza, è definitivamente naufragato a gennaio del 2021 quando la donna, tornata a casa dopo un ricovero in ospedale per una seria patologia, lo ha cacciato e non ha voluto più vederlo.

Lo ha denunciato il 18 maggio 2021. “Voleva tornare a casa a tutti i costi. Nonostante avessi cambiato la serratura, dovevo barricarmi dentro, con una cassapanca dietro la porta per paura che la sfondasse per entrare. Alla fine mi sono dovuta trasferire in un altro appartamento, cambiare le mie abitudini e gli orari per evitare che mi rintracciasse”, ha spiegato al giudice la parte offesa all’udienza dello scorso 22 marzo. 

“Non ne vuole sapere della separazione, anzi minaccia di uccidermi per prendersi la reversibilità. E dice anche che ammazzerà i miei familiari, mio fratello e mia madre”, ha sottolineato la donna in tribunale, rivelando che il marito avrebbe proseguito nel cercare di contattarla, anche tramite social. 


Articoli: Accusato di minacce di morte alla moglie per la reversibilità, “Continue chiamate della coppia ai carabinieri”  – Lei lo caccia di casa, lui rifiuta la separazione e minaccia di ucciderla per ottenere la reversibilità 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia:
22 giugno, 2023

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tag/renzo-trappolini/