Monterosi – (sil.co.) – Ubriaco avrebbe minacciato autista bus e infranto vetro a bottigliate, assolto quarantenne. Imputato un operaio originario del Kosovo, arrestato dai carabinieri nel 2019. Irreperibile per un periodo, per chiudere il processo ci sono voluti cinque anni.
Ci sono voluti quasi cinque anni per chiudere il processo, ma alla fine se l’è cavata con una assoluzione con formula piena, uscendo dal tribunale di via Falcone e Borsellino decisamente sollevato assieme al suo avvocato.
Imputato di danneggiamenti, minacce e interruzione di pubblico servizio – dall’inizio del 2019 – un operaio quarantenne originario del Kosovo, in Italia da tanti anni e all’epoca dei fatti domiciliato a Barbarano Romano, difeso dal legale Luca Paoletti.
Secondo l’accusa, la notte tra il 30 gennaio e il primo febbraio 2019, a Monterosi, in stato di ubriachezza, l’operaio avrebbe minacciato l’autista di un autobus di linea del Cotral costretto ad arrestare il mezzo e a far scendere i passeggeri dal retro e mandato in frantumi il vetro della portiera con una bottigliata.
In seguito all’allarme, l’operaio fu arrestato dai carabinieri del Norm della compagnia di Civita Castellana, su attivazione della centrale operativa.
A distanza di un anno e mezzo, il 6 novembre 2020, non essendosi mai presentato al processo e non sapendo dove si trovasse l’operaio, il giudice Francesco Rigato dispose ulteriori ricerche, affidandole ai carabinieri di Barbarano Romano, dichiarando l’imputato contumace e dandogli la possibilità di essere presente per potersi difendere.
Ieri la conclusione, davanti al giudice Ilaria Inghilleri, che ha assolto l’imputato da tutti i capi d’imputazione con la formula più piena, quella che nel linguaggio giuridico recita “perché il fatto non sussiste“.
Nessuna prova è emersa che l’operaio abbia messo in atto le condotte violente che gli sono state contestate e nessuna denuncia nei suoi confronti è stata sporta dall’azienda di trasporti.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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