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Tribunale - Parte civile anche una ventenne viterbese - Altre dodici vittime aspettano entro dicembre la sentenza

Provini hard alle aspiranti attrici, 99 testimoni contro il regista che rischia 9 anni di carcere

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Claudio Marini

Claudio Marini

Viterbo – (sil.co.) – Pronta a produrre una lista record di un centinaio di testimoni la ventenne viterbese presunta vittima di Claudio Marini, il “regista” che tra il 2019 e il 2020, con la scusa dei casting, avrebbe violentato tredici ragazze tra cui la giovane residente nella Tuscia.

È il cinquantenne originario di Frosinone per cui l’accusa ha chiesto una condanna a 9 anni di carcere a conclusione dell’istruttoria del processo in cui si sono costituite parte civile dodici aspiranti attrici. La sentenza è prevista entro la fine dell’anno.

Riprenderà invece a primavera, sempre davanti al collegio del tribunale di Roma, il processo in cui l’unica parte offesa è la ventenne di Viterbo, parte civile con l’avvocato Luigi Mancini.  Finora è stato sentito solo il maresciallo dei carabinieri che ha raccolto la denuncia della ventenne, mentre l’udienza prevista la scorsa settimana è stata rinviata a primavera a causa dell’assenza del testimone della procura. Nel frattempo si è saputo che la parte offesa avrebbe predisposto contro l’imputato una lista di ben 99 testimoni contro.

La giovane ha sporto denuncia nel 2020. Dopo un primo provino conoscitivo, il regista l’avrebbe invitata a casa sua per provare a interpretare con lui una scena “hot”. “La forza dell’amore”, “Un gioco pericoloso”, “Miele amaro” i titoli dei fantomatici film che avrebbe dovuto girare.

Con le vittime si sarebbe spacciato, in maniera seriale, per stimato regista e produttore cinematografico, alla ricerca di una protagonista per un suo nuovo film, responsabile della fantomatica agenzia “Trend Communications”. A Roma si sarebbe fatto chiamare Alex Bell, a Milano invece per tutti sarebbe stato semplicemente David.

Una delle presunte vittime nel frattempo, Lara B.,  è uscita allo scoperto pubblicando un lungo post su Facebook, lo scorso 22 settembre, in cui scrive, tra l’altro, “ero solo una bambina e lui giocava su questo; sulla mia innocenza su dei sogni, adescare bambine e giovani donne, per dei motivi da porco”, “quest’uomo della sua vita ha passato solo un anno in carcere, ha cercato di sviare la legge con molti rinvii e documenti medici” e “ci sono tantissime vittime che hanno avuto paura di parlare, molte altre dopo anni hanno dichiarato violenza sessuale a nome del signor Claudio Marini”.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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19 ottobre, 2023

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