![]() Vittorio Sgarbi |
Roma – Vittorio Sgarbi indagato per evasione fiscale e scaricato dal ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano: “Lo tengo a distanza, non voglio averci a che fare”. Il riferimento è a un’altra vicenda, quella sui rimborsi relativi a sue partecipazioni a iniziative, sollevata dal Fatto Quotidiano.
“Il sottosegretario parla di illazioni dopo le denunce di un suo collaboratore. Ma il ministro è una furia”, sottolinea Open, che riporta la notizia del Fatto.
Il sottosegretario Vittorio Sgarbi sosterrebbe di avere una lettera dell’autorità anticorruzione che giustificherebbe le sue “attività divulgative”. Ovvero, sempre secondo Open, i 300mila euro incassati dall’inizio dell’anno in consulenze, presentazioni e mostre.
L’Anac, secondo Sgarbi, avrebbe detto che “non c’è alcuna incompatibilità. Sono illazioni che nascono dalle denunce di un mio collaboratore con lettere anonime. Ma sono infondate. E comunque non prendo una lira dal ministero per le missioni”.
Intanto, sempre Il Fatto quotidiano scrive che il sottosegretario è indagato a Roma per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Si parla di debiti non pagati per 715mila euro.
“L’accusa: non ha pagato i debiti con l’Agenzia delle Entrate – riporta il Fatto Quotidiano – (in totale circa 715 mila euro) mentre la compagna comprava quadri al suo posto. Il tutto per mettere l’opera al riparo da eventuali aggressioni da parte del Fisco. Accuse queste respinte sia da Sgarbi che dalla compagna”.
E nel frattempo, il suo ministro Gennaro Sangiuliano, dopo avere letto delle consulenze, lo scarica in un’intervista rilasciata a Thomas Mackinson al Fatto oggi in edicola: “Non sapevo nulla delle consulenze. Ho già avvertito Meloni. Del resto non l’ho voluto io. Cerco di tenerlo a distanza e di rimediare ai suoi guai”.
Gli eventi a pagamento dall’inizio del 2023 sarebbero una trentina per 257mila euro di compensi.
Parlando al Fatto, Sangiuliano spiega: “Sono indignato dal comportamento di Sgarbi, va bene? Lo vedevo andare in giro a fare inaugurazioni, mostre e via dicendo. Ma mai avrei pensato che si facesse pagare per queste cose”. E ancora: “Ho subito avvertito chi di dovere e segnalato di averlo fatto a Giorgia Meloni. Del resto si sa, non l’ho voluto io e anzi: cerco di tenerlo a debita distanza e di rimediare ai guai che fa in giro”.
Poi addirittura: “Io rispondo del mio comportamento, il compito di vigilanza non ce l’ho io ma la magistratura. E non posso certo sapere tutto quello che combina Sgarbi. Lo vedo una volta ogni tre mesi anche perché, dico la verità, lo tengo a distanza della mia persona, voglio averci a che fare il meno possibile”.
“Il sottosegretario – dice ancora il ministro al Fatto – va in giro a promettere cose irrealizzabili. Annuncia acquisti di palazzi e cose da parte del ministero che ha solo 20 milioni in bilancio per acquistare beni.
E io poi dopo – afferma il ministro – devo andare a spiegare ai giornali che questa cosa non esiste, che non si può fare, che c’è una procedura, che bisogna rispettare le leggi, che tutto va fatto con l’agenzia del demanio. Se faccio l’elenco delle cose che lui dice che bisogna comprare tocca spendere un miliardo che lo stato non ha. Comunque ho scritto a chi di dovere'”. Ovvero l’Antitrust.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
– La replica dell’avvocato del sottosegretario Cicconi: “Nessun conflitto d’interesse e nessun rimborso è stato richiesto da Sgarbi”
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