Viterbo – Supermarket della droga in un appartamento adiacente corso Italia, saranno processati col rito abbreviato i due nigeriani di 31 e 36 anni arrestati la sera di lunedì 23 ottobre dai carabinieri che hanno messo a segno un blitz mirato, nel corso del quale il più giovane si è scagliato contro i militari coi quali ha ingaggiato una colluttazione per non farli entrare nel “covo” dove, oltre a una grande varietà di stupefacenti, tra cui della pericolosa eroina Brown Sugar, c’erano anche due clienti intenti nella consumazione.
La coppia, si è scoperto nel corso dell’udienza davanti al giudice Jacopo Rocchi, è la stessa già arrestata dalla polizia lo scorso 22 gennaio con oltre cento ovuli di cocaina e una ingente quantità di denaro in casa, cui a marzo è stata concessa la messa alla prova dal giudice Daniela Rispoli, che ha accolto la richiesta del difensore Matteo Moriggi, sospendendo il processo e rimettendo in libertà gli arrestati, cui era stato imposto l’obbligo di dimora a Viterbo.
Nel “covo” della coppia di pusher africani c’era un vasto assortimento di droghe – eroina, cocaina, hashish e marijuana – pronte da spacciare. E c’erano anche un bilancino di precisione e una somma, presunto provento dell’attività di spaccio, superiore ai duemila euro in banconote di vari tagli, occultata in svariati nascondigli, tra cui nei calzini e nel tubo della cappa della cucina.
Viterbo – Carabinieri – Supermarket della droga – Il materiale sequestrato
In seguito all’arresto del 23 ottobre, convalidato dal giudice Rocchi, il 31enne è tuttora agli arresti domiciliari, mentre è sottoposto all’obbligo di dimora col divieto di uscire la notte il 36enne, per il quale la difesa è in attesa di sapere l’esito del ricorso, discusso lunedì al tribunale di riesame di Roma, in quanto, pur essendo accusato di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti in concorso col connazionale, secondo l’avvocato Moriggi non ci sarebbero prove nei suoi confronti.
Il legale ha chiesto in prima istanza il riconoscimento del vincolo della continuazione come reati satelliti coi reati per cui i due nigeriani hanno già in corso la messa alla prova. impossibile secondo il giudice in seguito all’innalzamento, nel frattempo, del minimo edittale della pena.
È stata invece accolta la richiesta, in subordine, di procedere con il rito abbreviato che, in caso di condanna, prevede lo sconto di un terzo della pena. Il processo è stato quindi rinviato alla prossima settimana, anche per dare tempo ai giudici della libertà di decidere e motivare sul ricorso del 36enne.
L’avvocato Matteo Moriggi
Un vero e proprio supermercato della droga in pieno centro storico. È quello che era stato attrezzato dai due pusher nordafricani in un appartamento situato in uno dei vicoli tra corso Italia e via Mazzini. Un “punto vendita” dove era possibile anche la “consumazione”, gestito dai due nigeriani di 31 e 36 anni arrestati il 23 ottobre nel corso di un blitz “ad alta tensione” dei carabinieri.
Tra gli stupefacenti anche eroina del tipo “Brown Sugar”, la cosiddetta “eroina da strada”, color caramello, utilizzata spesso per essere fumata, prodotta principalmente in paesi come Iran, Pakistan, India, Nepal e soprattutto Afghanistan. L’eroina più pericolosa, perché in grado di provocare il cosiddetto effetto “rush,” ovvero una fortissima sensazione di euforia che induce chi la consuma a utilizzarla di nuovo, aumentando il rischio letale di una eventuale overdose.
Il 31enne, approfittando della stazza robusta, avrebbe opposto strenua resistenza ai militari, prima cercando di disfarsi di una dose di cocaina, poi cercando di chiudere la porta con la forza per non farli entrare nell’abitazione, ingaggiando una tanto energica, quanto inutile colluttazione coi carabinieri.
Silvana Cortignani
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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