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Tribunale - Davanti al gup per l'abbreviato studente 19enne e cuoco trentenne arrestati lo scorso marzo - I complici saranno processati a gennaio - VIDEO

Coppia turisti tedeschi picchiati e rapinati, chiesti 4 anni di reclusione per due dei quattro banditi

di Silvana Cortignani
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Viterbo – Coppia di turisti tedeschi picchiati e rapinati, la procura ha chiesto ieri una condanna a quattro anni di reclusione ciascuno per due dei quattro banditi arrestati la scorsa primavera, uno studente ucraino 19enne di Viterbo e un cuoco trentenne di un locale di Marta, difesi rispettivamente dagli avvocati Domenico Gorziglia e Paolo Delle Monache, ricorsi per i propri assistiti al rito abbreviato, che prevede in caso di condanna lo sconto di un terzo della pena.


 


Il trentenne e il 19enne facevano parte del gruppo di quattro malviventi che la notte del 26 marzo si sono offerti di dare alla coppia di turisti un passaggio da porta Fiorentina al b&b di Vitorchiano dove alloggiavano in cambio di 20 euro.

Le strade  del quartetto si sono divise dopo l’accoglimento, il 26 giugno, della richiesta di giudizio immediato. I due per cui non fu disposta misura di custodia cautelare saranno processati a gennaio con rito ordinario dal collegio, mentre il 19enne e il trentenne sono comparsi ieri davanti al gup Giacomo Autizi per l’abbreviato. Entrambi hanno rilasciato spontanee dichiarazioni, dopo di che ha discusso l’accusa, chiedendo che vengano condannati a quattro anni di reclusione per la rapina, con lo sconto di un terzo della pena previsto dal rito. La prossima volta toccherà alle difese, quindi eventuali repliche del pm e camera di consiglio per la sentenza. 

Il “colpo”, come detto, risale alla notte del 26 marzo 2023. Ai domiciliari col braccialetto, e successivamente entrambi nel carcere di Mammagialla, sono finiti lo studente 19enne ucraino da anni residente nel capoluogo, difeso dall’avvocato Domenico Gorziglia, e il trentenne originario di Roma cuoco presso un ristorante del lago di Bolsena, difeso dall’avvocato Paolo Delle Monache. Gli altri due, per i quali non fu disposta la misura di custodia cautelare, sono un ragazzo e una ragazza, anche loro stranieri.

Il 19enne e il trentenne, identificati come gli altri due la notte stessa della feroce aggressione, sono stati arrestati alle prime luci dell’alba del 28 aprile dai carabinieri del Norm coadiuvati dalla stazione di Vitorchiano, reparti che hanno condotto le indagini coordinate dal sostituto procuratore Eliana Dolce.

Le vittime sono state intercettate dai banditi mentre si trovavano a Viterbo, nei pressi di un bar di porta Fiorentina e cercavano un passaggio per tornare al b&b di Vitorchiano dove erano alloggiati. I quattro indagati, che erano a bordo di una Citroen C2 di colore grigio, si sono detti disponibili ad accompagnarli in auto in cambio di 20 euro.

In sei sulla macchina, hanno fatto “capolinea” al distributore di carburante dotato di un sistema di videosorveglianza di Vitorchiano, nella centralissima piazza Umberto I. Mentre si apprestavano a pagare quanto pattuito, i due tedeschi sarebbero stati prima minacciati e poi violentemente aggrediti dai due arrestati.

Lo studente ucraino avrebbe provato a strappare il portafoglio dalle mani di una delle vittime e non riuscendo nell’impresa gli avrebbe sferrato un pugno in faccia talmente violento da scaraventarlo rovinosamente a terra, dopo avere sbattuto contro la colonnina del distributore. Sarebbe quindi intervenuto il cuoco che gli avrebbe strappato il denaro dalle mani.

L’altro tedesco, nel frattempo accorso in aiuto del connazionale, sarebbe stato colpito anch’esso dal 18enne dell’est europeo, con un violento schiaffo, sferrato anche in questo caso in maniera repentina e inaspettata, che lo ha fatto rotolare a sua volta a terra. 

Il quartetto si sarebbe quindi dato alla fuga, dopo avere effettuato un testacoda nella centralissima piazza. L’ucraino, in particolare, prima di risalire a bordo della vettura, ormai già in corsa, avrebbe schernito la coppia di giovani turisti, schioccando verso di loro un bacio volante, mentre gli stessi li riprendevano, facendo un video con il cellulare proprio mentre l’autovettura si allontanava dalla piazza e mentre l’ucraino risaliva a bordo dopo l’ultima beffa del “bacio” quando la vettura era gia in corsa.

La notte stessa, come detto, i carabinieri hanno identificato tutti i componenti del quartetto e rintracciato la Citroen C2 in un quartiere capoluogo. Nel corso delle successive perquisizioni domiciliari, i militari hanno rinvenuto e sequestrato gli stessi indumenti utilizzati per la rapina e i telefoni cellulari dalla cui analisi sono emersi contatti tra gli indagati e conversazioni con terzi in cui si compiacevano del crimine commesso.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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10 novembre, 2023

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