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Montefiascone - In base alla relazione del consulente dell'accusa, se fosse stato inibito l'accesso ai locali retrostanti, non ci sarebbero state vittime - FOTO

Crollo al ristorante Miralago, 24 ore prima un varco sul solaio: “Chiudere la cantina avrebbe evitato la tragedia”

di Silvana Cortignani
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Montefiascone - Il crollo al Miralago

Montefiascone – Il crollo al Miralago


Montefiascone – Crollo al Miralago, non sarebbe morto nessuno se solo il giorno prima, durante gli scavi in corso e subito interrotti la mattina di sabato 17 giugno, fosse stato dato il giusto peso all’allarme e fosse stato vietato l’accesso alla cantina e agli ambienti retrostanti il ristorante in attesa della messa in sicurezza. 

Si leggono passaggi da brividi nelle 39 pagine della relazione tecnica dell’ingegnere Rodolfo Fugger, il consulente incaricato dalla pm Eliana Dolce di indagare sulle cause e stabilire se si potesse evitare la tragedia in cui ha perso la vita Paolo Morincasa, titolare del ristorante dove lo scorso 18 giugno erano da pochi giorni in corso gli scavi in vista dei lavori di ampliamento. “Paolino”, come era conosciuto da tutti, è morto, mentre è rimasto ferito il cuoco che era con lui in “cantina” quando è venuto giù tutto, quella domenica mattina in cui il moto locale si apprestava a ospitare come di consueto decine di avventori. Secondo Fugger, come è noto, “la prevedibilità della frana era evidente”.

“Se fossero stati svolti i necessari rilievi ante operam, per accertare, in modo compiuto la configurazione della cantina/grotta n. 1 – mettenero su bianco il consulente della procura – il progettista avrebbe potuto accertare quello che peraltro è noto (senza che si rendano necessarie particolari indagini) a tutti i tecnici della zona, ovvero che la ‘cantina n. 1’ era una vera e propria grotta scavata nel lapillo, e poi solo rivestita sulle pareti e sul soffitto con manufatti murari di modesta consistenza e resistenza, aventi la funzione principale di copertura del terreno, per evitare che gli utenti di questo locale entrassero in contatto visivo con le pareti della grotta stessa”.


Montefiascone – Il crollo al Miralago

Montefiascone – Il crollo al Miralago


Tre gli indagati. Sono il geometra Luca Ferri, l’ingegnere Stefano Frellicca e Adriano Menichelli, titolare della ditta che stava effettuando lo scavo, cui sono stati contestati nell’immediatezza i reati di omicidio, disastro e lesioni colposi. Parti offese i familiari di Paolo Morincasa, assistiti dall’avvocato Giuliano Migliorati.

Il progetto della Scia, così come il piano di coordinamento della sicurezza, secondo le conclusioni dell’ingegnere, avrebbero dovuti contenere “prescrizioni atte ad evitare dissesti nel fabbricato adiacente, durante lo scavo, attraverso delle opere di presidio e prevenzione, anche di tipo statico ‘a perdere’. Tutto ciò non è stato predisposto, dovendo in proposito ricordare che l’intero lavoro è stato iniziato senza neppure avere a disposizione un elaborato progettuale strutturale approvato dal genio civile”.

“Se fosse stata accertata questa (banale e scontata) circostanza, prima di dare inizio ai lavori, anche attraverso la semplice apertura di una botola sul soffitto della prima cantina contigua alla sala ristorante, un tecnico dotato delle minime competenze necessarie per progettare e condurre questo tipo di lavori, avrebbe capito e previsto che non si poteva scavare in aderenza al confine sud-ovest della cantina n. 1, poiché così facendo avrebbe rimosso il necessario sostegno alla volta della stessa cantina, provocandone l’inevitabile crollo, in quanto la stessa trova la sua stabilità nel funzionamento ‘ad arco’, che porta il peso di tutto il materiale soprastante”.


Montefiascone – Il crollo al Miralago

Montefiascone – Il crollo al Miralago


“L’omissione tecnica,  e l’imperizia, assumono ancora maggiore rilievo al momento dell’esecuzione dei lavori – viene sottolineato – quando il sabato 17/06/23 l’impresa degli scavi, e lo stesso D.L. Geom. Ferri, si avvedono di aver provocato un varco di 1 mq circa sulla parete della volta soprastante il solaio della cantina n. 1;  in quel momento, anche in assenza del rilievo dello stato dei luoghi di cui ai precedenti punti, era ormai evidente la conformazione della cantina n.1, e che il soffitto/solaio in latera-cemento aveva il solo scopo di rivestire la soprastante volta della grotta scavata nel lapillo”.

“In quel momento – spiega Fugger – era quindi evidente il rischio che tutto il materiale soprastante il solaio/soffitto potesse in tempi brevissimi perdere la residua consistenza (e già modesta, stante il basso livello di compattazione ed addensamento del materiale vulcanico), e crollare clamorosamente a terra, travolgendo il solaio / soletta, e le persone che casualmente si trovavano la sotto, come accaduto proprio nella tarda mattinata del 18/06/2023”.


Montefiascone – Il crollo al Miralago

Montefiascone – Il crollo al Miralago


“Quando la ditta Menichelli ed il D.L. hanno ispezionato il cantiere la mattina del 17/06/23, dopo che era stato provocato il foro sulla volta della cavità, il provvedimento da prendere era quello della formale ed immediata inibizione all’utilizzo della cantina n. 1 e di tutti gli ambienti retrostanti il ristorante, fino alla messa in sicurezza degli stessi. E ciò anche a costo di inibire il servizio igienico che si trovava in detto ambiente”.

Silvana Cortignani


Montefiascone – Il crollo al Miralago

Montefiascone – Il crollo al Miralago


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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14 dicembre, 2023

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