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Operazione Lions - 11 in manette - Secondo i carabinieri, ha inviato proiettili a un consigliere comunale e a un militare

Arrestato imprenditore di pompe funebri

di Stefania Moretti
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P.S., 45enne

Uno degli arrestati, il titolare delle pompe funebri di Bolsena Spartaco Pasquini

Il colonnello Dell'Agnello, il comandante Papa e il luogotenente Lauretti illustrano i dettagli dell'operazione

Il colonnello Dell'Agnello, il comandante Papa e il luogotenente Lauretti illustrano i dettagli dell'operazione

Gli altri arrestati
G.M., 44enne

M. G., 44enne

C.S., 56enne

S. C., 56enne

B.M., 56enne

M., B. 56enne

P.C., 58enne

C. P., 58enne

C.E., 35enne

E. C., 35enne

D.N., 40enne

N. D., 40enne

B.S., 58enne

S.,B. 58enne

M.S., 46enne

S. M., 46enne

E.R., 59enne

R. E., 59enne

– Una critica di troppo alla gara d’appalto per i servizi cimiteriali.

Sarebbe questa la causa della busta con i proiettili inesplosi inviata a Maurizio Puri, consigliere di minoranza al Comune di Bolsena.

Quella busta, secondo le indagini dei carabinieri di Montefiascone, proverrebbe da Spartaco Pasquini, arrestato ieri insieme ad altre 10 persone nell’ambito dell’operazione Lions. Un maxiblitz che ha fatto emergere una rete di persone collegate da una lunga lista di reati: usura, minacce, furto, detenzione di droga e armi, ricettazione di opere d’arte.

Pasquini, 45enne, gestisce  l’omonima agenzia di pompe funebri. L’unica esistente a Bolsena e l’unica, in realtà, che poteva partecipare al bando di gara indetto nel 2010 per aggiudicarsi l’appalto dei servizi cimiteriali.

Il costo era esorbitante. Il contratto alla ditta Pasquini prevedeva importi maggiorati rispetto agli anni precedenti. Triplicati, secondo il consigliere Puri, che aveva sollevato il problema in consiglio comunale e sulla stampa locale. La sua richiesta era di modificare i requisiti del bando ed estendere la gara ad altre imprese. Per agire in un regime di libera concorrenza e abbattere i costi.

Pochi giorni dopo, il recapito nella vetreria del consigliere, di una busta con un proiettile calibro 22 e una frase a dir poco inquietante: “Attento a quello che dici. Collega il cervello prima di parlare”.

Secondo l’indagine aperta dal pm Stefano D’Arma, la lettera sarebbe stata recapitata proprio da Spartaco Pasquini. L’unico che avrebbe potuto essere “danneggiato” dalla nuova versione del bando proposta da Puri.

Una busta analoga, sempre secondo gli investigatori, Pasquini l’avrebbe inviata anche a un carabiniere che stava indagando su di lui.

Allo stesso Pasquini è contestato anche l’episodio della testa d’agnello sanguinante fatta trovare fuori dalla porta di casa a un imprenditore della zona, anche lui titolare di un’agenzia funebre. In questo sarebbe stato aiutato da S.M., 46enne calabrese residente a Bolsena, finito in arresto con Pasquini nell’ambito dell’operazione Lions.

Per ora l’interrogatorio di garanzia per gli 11 arrestati (sette in carcere e quattro ai domiciliari) non è ancora stato fissato.

“Valuteremo le prove a loro carico – dichiara l’avvocato Vincenzo Dionisi, difensore di sei degli arrestati -. Sicuramente, per alcuni di loro, non ci sono gli estremi per la custodia cautelare”.


 

Lettera minatoria a Maurizio Puri – La cronistoria

Gli articoli di Tusciaweb sull’episodio

“Perché sono state aumentate le tariffe?” L’intervento “scomodo” del consigliere Puri
“Attento a quello che dici…”
– Il consigliere racconta le minacce

I messaggi di solidarietà
Condanna al grave gesto
Solidarietà al consigliere Puri
Il gesto di un imbecille
Vogliamo un consiglio comunale aperto
Puri in assemblea per spiegare cosa è successo
Minacce e proiettile a consigliere di Bolsena, fatto gravissimo





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11 settembre, 2011

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