Tusciaweb-150x200-luglio-20-b

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Appalto del verde pubblico - Intervista al sindaco Giulio Marini che prova a rispondere alle domande di Ernie Souchak

“Infiocchettare di meno e mantenere di più”

di Paola Pierdomenico

Condividi la notizia:

Il sindaco di Viterbo Giulio Marini

Il sindaco di Viterbo Giulio Marini

[DTDinfo id=”adsenseinterno”]

– “Infiocchettare di meno e mantenere di più”.

E’ una politica semplice quella che Giulio Marini ha deciso di adottare per il verde pubblico di Viterbo. La città cresce e crescono di conseguenza gli spazi da tenere puliti. In tutto questo, per il primo cittadino, la parola d’ordine è razionalizzare le spese, garantendo comunque la pulizia. Senza troppe pretese.

Il sindaco, intervistato da Tusciaweb, ha cercato di dare delle risposte alle critiche lanciate da Ernie Souchak sul quotidiano on line. (articolo 1 – articolo 2 ).

Come mai Pratogiardino, parco Lucio Battisti, è fuori dall’appalto del verde pubblico?
“All’inizio – dice Marini – è rimasto fuori dall’appalto generale perché volevamo utilizzarlo come ammortizzatore sociale in caso di difficoltà nella gestione del personale. Era una specie di cuscinetto per eventuali cadute. Per evitare di mandare la gente in mezzo a una strada. Per fortuna non ci sono stati problemi occupazionali ed è per questo che, adesso procederemo alla gara d’appalto”.

Ammortizzatori sociali rispetto a chi?
“Ai dipendenti di Autoservice, per esempio. Se non avessimo avuto le indicazioni di assunzione dalla Francingena, avremmo adottato questa soluzione, che poi poteva essere accettata o meno”.

Come vengono assegnati i lavori del verde pubblico?
“Tramite procedure di gara. In casi straordinari, come le calamità naturali, sono fatte le procedure di “somma urgenza” che riguardano situazioni particolari provocate da calamità naturali o eventi imprevisti, come la caduta di un albero”.

Come è possibile considerare lo sfalcio dell’erba un lavoro di “somma urgenza”?
“Se non facciamo una campagna di diserbo sui marciapiedi e sulle mura, con il clima che si è modificato, non riusciamo a ottemperare alle richieste della città. Prima si faceva un solo sfalcio all’anno. Ora ce ne vogliono due o tre. Sono interventi fatti per evitare pericoli di visibilità sulle strade municipali particolarmente frequentate. E’ in questi casi che si programma la somma urgenza”.

Ma l’erba cresce tutto l’anno…
“Sì – afferma -, lo so che l’erba cresce tutto l’anno, però bisogna vedere perché il lavoro fatto è stato definito di somma urgenza. Detta così non ha logica. Bisognerebbe vedere il tipo di intervento. La somma urgenza è sempre motivata”.

Con quali criteri e modalità sono scelte le ditte?
“Il settore Lavori pubblici ha stilato un elenco di ditte di fiducia dell’amministrazione – spiega -. Da questo albo, come prevede la legge, saranno selezionate le ditte da mettere a gara a rotazione”.

Come è possibile fare un appalto con un ribasso del 52%?
“Non è una cosa così strana. Le amministrazioni pubbliche lavorano con i preziari regionali, in cui sono indicati i costi di ogni operazione. Se il costo previsto è più alto uno può abbatterlo con un’offerta migliore e più bassa”.

Perché gran parte delle spese, per esempio lo sfalcio dell’erba, sono fuori dall’appalto?
“Prima lo sfalcio delle erbe era gestito dal Cev – dice il sindaco -. Nel 2009 la società ha detto di non essere più in grado di svolgere questa attività. Abbiamo, dunque, tolto la somma che le versavamo per poi aggiudicare mediante procedura negoziata un altro lotto di lavori”.

Che utilità ha mettere i fiori nelle rotonde?
“I fiorellini della rotonda di Valle Faul sono a spese dell’appaltatore e vietargli di metterli, mi sembrerebbe un controsenso. Il Comune spende per il taglio e l’irrigazione. Ii fiori, invece, sono a carico della ditta”.

Il verde costa di media 500mila euro all’anno, secondo i dati verificati da Tusciaweb. A fronte di questa spesa, non crede che la manutenzione potrebbe essere migliore?
“No – risponde con decisione -. Statisticamente prima si spendeva di più. Ho fatto l’assessore al Verde pubblico nel 1995 e già allora versavamo oltre 250 milioni. Parliamo di più di quattordici anni fa. La città ora si è allargata. Sono nate nuove aree, a volte anche in maniera scriteriata. Più si allarga la città più aumenta il verde pubblico. Mi riferisco, per esempio, alla valle di Faul, alla zona del Riello o a Santa Barbara. Spazi che prima non c’erano. Dobbiamo far fronte a questa situazione anche perché non possiamo spendere più di quanto facciamo adesso”.

Non le sembra il caso di rivedere l’appalto?
“Lo stiamo già facendo – precisa -. Stiamo lavorando per quello nuovo perché l’attuale scadrà a giugno”.

Con quali finalità lo state rivedendo?
“Razionalizzare i costi, garantendo comunque la qualità del servizio. Anche se la città cresce, dobbiamo comprimere le spese e tenerla allo stesso tempo pulita. Non possiamo soffermarci troppo sulla cura di un giardino, ma dobbiamo rientrare nei costi”.

Dovendo dare un giudizio, come definirebbe la manutenzione del verde pubblico?
“L’attore principale resta il Comune. Per avere un migliore servizio, bisogna pagarlo – ammette -. Con gli ettari che abbiamo a disposizione dovremmo spendere ancora di più di quanto facciamo ora. E per sostenere la spesa dovremmo aumentare le tasse. Noi puntiamo a mantenere pulita la città senza aumentare né tasse né costi per la manutenzione. Dobbiamo tenerci costanti su questa cifra”.

Per lei, dunque, il verde pubblico è tenuto bene?
“Sono stato il primo a dire che si deve cambiare. Cambiare le regole dell’appalto che non garantiscono un mantenimento costante delle spese. Per lo spazio a nostra disposizione – ripete – dovremmo spendere di più e quando andiamo alla gara d’appalto non possiamo fare un progetto confidando sui ribassi. Se la proposta non si può sostenere deve essere modificata. Per esempio, avendo meno pretese. Io punto alla semplice manutenzione e pulizia del verde con la certezza che il servizio sia regolare. Infiocchettiamo di meno e manteniamo di più”.


Condividi la notizia:
18 novembre, 2011

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR