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Operazione Casa dolce casa - Tre arresti, tra cui l'assessore comunale di Capranica e un sindacalista

Alloggi popolari occupati in cambio di soldi

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Il momento dello scambio di denaro

Il momento del passaggio di denaro

Ugo Vizzini

Antonio Iezzi, il dipendente Ater e assessore comunale finito in arresto

Il pm Paola Conti

Il colonnello Gianluca Dell'Agnello

Il colonnello Gianluca Dell'Agnello

Il comandante Alfonso Amaturo

Il comandante della finanza Alfonso Amaturo

Alloggi popolari in cambio di soldi, smantellata organizzazione (*video – *fotocronaca).

Questa mattina, militari della guardia di finanza di Viterbo e del nucleo investigativo dei carabinieri di Viterbo, hanno eseguito un’importante operazione, denominata “Casa dolce casa” nel settore dei reati contro la pubblica amministrazione.

Il blitz avrebbe permesso di smantellare una vera e propria associazione per delinquere che le forze dell’ordine ritengono fosse attiva da svariati anni.

Il reato individuato dagli inquirenti è quello di concussione, concretizzatosi nell’indebita percezione di denaro di privati cittadini (spesso famiglie indigenti) in cambio dell’occupazione di alloggi popolari gestiti dall’Ater (di Azienda territoriale per l’edilizia residenziale).

L’indagine, diretta dal sostituto procuratore Paola Conti, ha avuto inizio nel mese di febbraio 2012 dopo la denuncia sporta alla finanza di Viterbo, da una donna che aveva ricevuto la richiesta di denaro per ottenere in assegnazione un alloggio popolare e l’arresto in flagranza di reato, eseguito dai carabinieri di Viterbo, di due extracomunitari che avevano occupato abusivamente un appartamento popolare dell’Ater nel quartiere “Santa Barbara” di Viterbo.

L’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere di oggi è solo uno degli atti conclusivi del servizio. Sarebbero tre, infatti, le persone coinvolte nella vicenda. Ciascuna con un ruolo ben preciso.

Uno è Antonio Iezzi, 56enne di Capranica, assessore comunale agli Affari generali il quale, approfittando della propria posizione di impiegato dell’Ater di Viterbo, avrebbe segnalato gli immobili “liberi” che potevano essere occupati. Funzione di Iezzi, attualmente detenuto a Mammagialla, sarebbe stata anche quella di “sistemare” i documenti affinché tutto apparisse regolare.

L’altro arrestato è Ugo Vizzini, 60enne di Viterbo che, in qualità di dirigente a livello provinciale di un importante sindacato degli inquilini, sarebbe venuto facilmente a conoscenza di situazioni sulle quali poter avviare l’attività contestata dagli inquirenti. Proprio a Vizzini, infatti, si sarebbero rivolte numerose famiglie in cerca di un alloggio popolare, disposte anche a versare somme di denaro pur di trovare una sistemazione. Una volta ottenute le somme di denaro pattuite, Vizzini avrebbe provveduto a spartirle con i presunti complici. Attualmente è ai domiciliari, a seguito dell’arresto eseguito il 21 marzo scorso in flagranza di reato, mentre riceveva 700 euro da una donna extracomunitaria.

La terza persona coinvolta è  Cesare Cataldi, 23enne di Viterbo,che avrebbe segnalato al sindacato diretto da Vizzini gli inquilini interessati, provvedendo materialmente allo sfondamento delle porte di accesso agli appartamenti che venivano poi occupati irregolarmente. Il giovane è stato arrestato in flagranza di reato il 29 febbraio ed è sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di firma.

Secondo le indagini, le somme pattuite sarebbero state pagate in due rate: la prima (nella misura del 50%) all’atto dell’adesione al disegno criminoso, la seconda al momento dell’occupazione abusiva dell’alloggio popolare.

Complessivamente sono stati sequestrati 6mila e 500 euro tra contanti e titoli, quali pagamenti di potenziali inquilini a favore dei soggetti che volevano l’assegnazione della casa.

Per gli investigatori il giro d’affari avrebbe oltrepassato i 50mila euro negli ultimi cinque anni.


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18 aprile, 2012

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