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Tribunale - Operazione "Casa dolce casa" - Processo verso la prescrizione anche per il presunto reclutatore, addetto allo sfondamento delle porte - Assolto cinque anni fa dipendente Ater

Mazzette per occupare alloggi popolari, arriva il colpo di spugna per l’ex sindacalista Ugo Vizzini

di Silvana Cortignani
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Operazione "Casa dolce casa" - Secondo l'accusa, il momento del passaggio di denaro

Operazione “Casa dolce casa” – Secondo l’accusa, il momento del passaggio di denaro

Operazione "Casa dolce casa" - Secondo l'accusa, il momento del passaggio di denaro

Operazione “Casa dolce casa” – Secondo l’accusa, il momento del passaggio di denaro

Viterbo – Alloggi popolari occupati in cambio di soldi, prescritto senza mai iniziare il processo “bis” scaturito dall’operazione “Casa dolce casa” di carabinieri e finanza, scattata il 18 aprile 2012, frutto di un’inchiesta coordinata dalla pm Paola Conti (video – fotocronaca).

L’indagine aveva avuto inizio il precedente mese di febbraio, dalla denuncia di una donna che avrebbe ricevuto una richiesta di denaro per ottenere un alloggio popolare e l’occupazione abusiva di un appartamento Ater nel quartiere “Santa Barbara” da parte di due extracomunitari.

Tre le misure cautelari per associazione a delinquere finalizzata alla concussione.

Il 29 febbraio 2012, l’obbligo di firma per il 23enne Cesare Cataldi. Il 21 marzo i domiciliari per l’allora sessantenne sindacalista Ugo Vizzini, segretario provinciale del Sicet, sorpreso in flagrante mentre riceveva 700 euro da una donna extracomunitaria. Il 18 aprile finì in manette l’allora 56enne Antonio Iezzi, dipendente dell’Ater nonché assessore agli affari generali del comune di Capranica, l’unico finito in carcere. 

Tuttora imputati Ugo Vizzini e Cesare Cataldi, difesi dagli avvocati Marco Russo e Marco Valerio Mazzatosta, mentre è stato prosciolto dal giudice Silvia Mattei per non avere commesso il fatto. il 21 dicembre 2018, dopo sei anni, Antonio Iezzi, difeso dall’avvocato Roberto Massatani.

Parti civili l’Ater di Viterbo e un privato, assistiti dagli avvocati Carmelo Ratano e Domenico Cancilla Midossi. Sono comparsi ieri davanti al giudice Ilaria Inghilleri che, scoperta l’imminente prescrizione, ha rinviato il processo a ottobre per verificare l’intervenuta estinzione dei reati contestati agli imputati. 

Carabinieri e finanza sequestrarono 6mila e 500 euro tra contanti e titoli, ritenuti pagamenti da parte di potenziali inquilini. 

Secondo l’accusa, Iezzi, direttamente dal suo ufficio all’Ater, avrebbe individuato gli alloggi che potevano essere occupati. Vizzini sarebbe stato, invece, il delegato alla selezione degli aspiranti inquilini disposti anche a pagare pur di vedersi assegnata una casa. Cataldi, oltre a reclutare gli inquilini, sarebbe stato l’addetto allo sfondamento delle porte.

Stando alle indagini, gli aspiranti inquilini avrebbero consegnato il denaro in due tranche: una all’atto dell’accordo con gli indagati, nella misura del 50 per cento; l’altra al momento dell’occupazione. Il giro d’affari avrebbe oltrepassato i 50mila euro nei cinque anni precedenti.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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12 maggio, 2023

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