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Politica - Francesco Serra e Sandro Mancinelli (Pd) chiedono di fissare subito la data e le procedure

“Perdono tempo per non fare le primarie”

di Paola Pierdomenico
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Francesco Serra

Sandro Mancinelli

– “Perdono tempo per non fare le primarie”.

Non vedono invece alternative Francesco Serra e Sandro Mancinelli (Pd) che a gran voce chiedono di stabilire la data e le procedure delle primarie per la scelta del candidato a sindaco di Viterbo. Basta esitazioni. La scusa dei tempi non regge. Per entrambi, pur andando a votare il 24 febbraio, c’è possibilità di mettere in moto il processo democratico ed escludere le solite candidature imposte dall’alto.

“La polemica tra il segretario comunale Ricci e quello provinciale Egidi – afferma Francesco Serra – mi sembra solo una pantomima. Le primarie si devono fare subito. Dopo il voto del 25 novembre e del 2 dicembre credevo fosse evidente questa esigenza, probabilmente per altri non è così e si pensa ancora alle vecchie soluzioni. Staremo a vedere”.

L’ostacolo principale sono i tempi. “Considerando che il segretario Ricci ha in mano il regolamento dai primi di settembre, i tempi c’erano tutti e si potevano fare molto prima. Comunque, se davvero si dovesse votare il 24 febbraio, non ci sarebbero problemi a farle il 20 gennaio. Sarebbe invece da irresponsabili il contrario”.

La discussione sui tempi, per Serra, è solo un tentativo di temporeggiare. “Preferisco non commentare la polemica sulla data per rispetto agli altri membri del partito e dei cittadini. Credo solo che i passaggi potevano essere fatti già da tempo. Anche l’assemblea di lunedì prossimo poteva essere anticipata all’indomani delle primarie del centrosinistra. Si è preferito invece allungare i tempi”.

Anche il partito, per il consigliere comunale, ha le sue responsabilità. “Il partito ha gestito la vicenda a suo uso e consumo. E’ mancata una linea di confronto che favorisse il meccanismo democratico. Dopo le primarie del centrosinistra, quelle per le comunali erano state annunciate a gran voce sui giornali. Secondo me, però, il tentativo è quello di non farle”.

Serra è pronto a scendere in campo. “Lancio la mia candidatura alle primarie perché voglio accelerare questo processo e forzare gli eventi. Solo coinvolgendo la gente si costruisce una candidatura nuova e credibile. La mia non è una battaglia personale”.

Serra poi tiene a precisare che l’appoggio a Renzi e la candidatura alle primarie per il sindaco di Viterbo sono due cose separate.”Non si devono sovrapporre. Una cosa è il mio sostegno a Renzi per le primarie del centrosinistra, un’altra è la mia candidatura. Certo – ammette -, la mentalità si avvicina alle idee del sindaco di Firenze e al suo modo di presentarsi e di affrontare la politica. La mia scelta però di correre al comune dipende dalla mia esperienza in politica e dal legame con la città”.

Se non ci saranno le primarie, Serra ha in mente delle ipotesi. Una su tutte. “Credo e spero si faranno, ma se non sarà così, un’idea potrebbe essere quella di considerare il primo turno elettorale come primarie del centrosinistra e poi decidere tutto al ballottaggio. A buon intenditor poche parole”.

In linea con le idee di Serra anche Sandro Mancinelli. “Spero si facciano subito anche se tutto fa pensar di no – dice Mancinelli -. Come diceva Andreotti “a pensare male si fa peccato, ma ci si indovina sempre”. Stanno esitando troppo, invece devono fissare subito la data e le procedure, senza perdere altro tempo”.

Mancinelli non vede altra un’alternativa. “Ero stato delegato dal segretario comunale a presentare una proposta di regolamento e gliel’ho consegnata i primi di settembre. Dopodiché si è fermato tutto, probabilmente perché c’è la voglia di non farle. Se pensano che questa sia la soluzione per costruire una proposta credibile agli elettori viterbesi, va bene. E’ il loro pensiero, che però a me pare assolutamente sbagliato”.

La classe dirigente continua a esitare. Toppi i rischi? “Non vedo rischi, ma solo vantaggi ed è per questo che non riesco a mettermi dal loro punto di vista. Il vero rischio è fare il solito accordo a tavolino tra forze politiche e vertici. Una candidatura, per quanto autorevole, competente e credibile, nel momento in cui è imposta viene percepita male. Le primarie vere, quelle in cui c’è competizione, mettono in moto un processo di partecipazione che appassiona un pezzo della città“.

Le primarie del centrosinistra si sono concluse. Non si conclude invece l’attività dei comitati per Renzi. “Non si scioglieranno – afferma Mancinelli -. Continueremo a seguire la politica e a intervenire anche perché non sono organi di partito, ma permettono a chiunque di partecipare. Certo è che non si riuniranno per presentare una candidatura o una lista. Non esiste. Non esistono aree e correnti”.

Infine sulla polemica tra i segretari del Pd. “Non faccio più parte della segreteria cittadina. Mi sono dimesso proprio quando ho percepito che c’era resistenza alle primarie. In questi mesi ho preferito non polemizzare, sollecitando dall’interno il processo democratico. Ora non so che dire. Raccolgo positivamente la sollecitazione di Egidi, mentre non capisco la ritrosia di Ricci. Si arriverà comunque a una soluzione. L’importante è fare le primarie perché i tempi, pur stretti, ci sono. La questione è stata portata troppo in avanti, ma quando c’è la volontà, le cose si fanno. Non si nascondano dietro un dito e non trovino scuse puerili. Si percepisce da un miglio la voglia di sfuggire a questo processo che è invece indispensabile. Non fare le primarie sarebbe un grande errore”.

Paola Pierdomenico


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12 dicembre, 2012

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