Perugia – (s.m.) – Udienza preliminare per Roberto Staffa.
L’ex pm dell’antimafia di Roma comparirà davanti al gup di Perugia Andrea Claudiani il 24 ottobre.
Il magistrato, oggi in pensione, fu arrestato il 23 gennaio 2013 per concussione, corruzione e rivelazione di segreti d’ufficio. Favori in cambio di sesso, il cuore dell’accusa. E le richieste di prestazioni sessuali, stando alle indagini, erano quasi sempre rivolte a transessuali.
Proprio un trans lo inchiodò con le sue rivelazioni a metà del 2011. Dopo essere stato fermato nel blitz antiprostituzione “Fungo”, ammise di aver avuto un rapporto sessuale con Staffa nel suo ufficio a piazzale Clodio. Da lì in poi, gli inquirenti sarebbero risaliti agli altri destinatari di richieste analoghe che, in cambio, avrebbero ottenuto permessi di soggiorno e colloqui con detenuti.
Gli episodi contestati sarebbero aumentati. Alle concussioni a sfondo sessuale ipotizzate inizialmente, se ne sarebbero aggiunte altre due, riguardanti sempre l’ambiente dei transessuali e scoperte dagli investigatori nel prosieguo degli accertamenti. Fino alla chiusura delle indagini a febbraio.
Staffa non vuole patteggiare, né chiedere il giudizio abbreviato. Si difenderà in udienza preliminare e nell’eventuale processo, senza beneficiare degli sconti dei riti alternativi. “Da procuratore antimafia si ritrova imputato – dichiara il suo avvocato Salvatore Volpe -. Affronta questa vicenda con grande sgomento”.
Oltre alla cerchia degli otto transessuali ricattati, anche la moglie del boss Consiglio Casamonica avrebbe accettato un incontro ravvicinato col pm per ottenere la scarcerazione del suo uomo.
Cinquantacinque anni, napoletano, Staffa era uno dei magistrati di punta della direzione distrettuale antimafia.
Era arrivato alla procura di Roma circa 15 anni fa. Come presidente della Corte d’Assise di Venezia, condannò a 19 anni l’ex boss della banda del Brenta, Felice Maniero, per 9 omicidi.
La prima inchiesta importante a Roma fu sugli aborti clandestini ala clinica Villa Gina, che culminò con numerosi arresti. Staffa ha fatto anche parte del ‘pool’ di magistrati che ha indagato sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, la 15enne sparita a Roma, nei pressi del Vaticano, in circostanze misteriose nell’83.
Si è occupato anche di importanti vicende giudiziarie viterbesi, alcune delle quali ancora in corso. Tra queste l’indagine Kunta Singh, sulla presunta riduzione in schiavitù di cinque lavoratori indiani. Il processo di primo grado si è concluso con la condanna dei due imputati: sette anni a un imprenditore di Tarquinia e uno a un suo collaboratore. Staffa coordinò l’intera indagine, ma fu arrestato prima dell’inizio del processo.
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