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Acquapendente - Tentato omicidio - La macchina ritrovata in una zona isolata - L'avvocato: "Aveva solo paura"

Ha nascosto la macchina ed è scappato

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Una pattuglia dei carabinieri

Ha abbandonato la macchina in un terreno isolato. Poi è scappato a piedi su una strada sterrata. 

Per il suo avvocato Vincenzo Dionisi voleva andare in caserma a costituirsi. Ma i carabinieri di Acquapendente sembrano dubitarne.

Secondo i militari coordinati dal maresciallo Costantini, quello di Enrico Ranucci, il 65enne che ha investito il pensionato Santino Giuliani, è stato un vero e proprio tentativo di fuga.

L’agricoltore di Acquapendente è stato arrestato sabato mattina per tentato omicidio. L’accusa è di aver travolto con la macchina Giuliani, 70enne di Acquapendente. Tra i due non corre buon sangue: in corso hanno una lunga serie di contenziosi civili e penali. Questioni di terreni affittati da Ranucci a Giuliani e mai pagati, a dire dell’arrestato.

Proprio questo, per i carabinieri, sarebbe stato il movente che ha spinto l’agricoltore a puntare Giuliani e a premere l’acceleratore alle 8,30 di sabato mattina. Al momento dell’impatto, Giuliani stava lavorando insieme a due braccianti proprio su uno dei terreni di Ranucci.

Il 70enne ha cercato di schivarlo, ma è stato colpito al fianco. Il 118 lo ha soccorso e portato all’ospedale di Acquapendente. Tra lesioni e fratture varie, ne avrà per trenta giorni. 

Immediato l’intervento dei carabinieri che, sul posto, hanno trovato solo uno specchietto retrovisore dell’auto di Ranucci, ritrovata poco dopo in una zona isolata, con le chiavi ancora inserite. Le ricerche hanno permesso di rintracciarlo mentre scappava a piedi su una strada sterrata. Quando ha visto i carabinieri, Ranucci ha cercato di nascondersi dietro a dei cespugli. Comportamenti che, per il suo legale, sono stati dettati esclusivamente dalla paura.

“Il primo impulso è stato sicuramente quello di scappare – spiega l’avvocato Dionisi -, ma solo perché sconvolto da quello che era appena successo. Subito dopo mi ha chiamato. Aveva già deciso di andare in caserma. Aspettava solo che arrivassi io per andare in caserma insieme. Non ha opposto resistenza in alcun modo”.

Dopo l’interrogatorio in caserma, Ranucci è stato portato in carcere su disposizione del pm Massimiliano Siddi. Aspetta di essere interrogato dal gip per poter raccontare come sono andati i fatti. 


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1 luglio, 2013

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