![]() La Messa di requiem di Verdi a piazza San Lorenzo
![]() Il tenore William Davenport ![]() La soprano Mariangela Spotorno ![]() La mezzosoprano Maya Hoover ![]() Il basso Antonio Pirozzi ![]() La Messa di requiem di Verdi a piazza San Lorenzo ![]() La Messa di requiem di Verdi a piazza San Lorenzo – I cori ![]() La Messa di requiem di Verdi a piazza San Lorenzo ![]() Andrea Belli ![]() Domenico Merlani con Vignati ![]() Domenico Merlani con Vignati ![]() Domenico Merlani con la moglie |
– Verdi rivive nel segno di Fontana grande. Il Dies irae, dies illa… travolge piazza San Lorenzo (fotocronaca * video Dies irae).
Ieri sera, la “Messa di Requiem” di Verdi in programma nel cartellone del Tuscia operafestival ha celebrato il bicentenario della nascita del compositore, ma anche il prezioso gioiello, patrimonio storico della città.
Dedicando il concerto organizzato con Unindustria-Confindustria, il maestro Stefano Vignati ha voluto dare il suo contributo all’iniziativa di sensibilizzazione di Tusciaweb mirata a salvaguardare la fontana del Sepale.
Vignati ha accostato la Fontana a Verdi con lo scopo di mostrare l’unicità del tesoro culturale del paese che deve essere protetto.
Lo scenario presentato è imponente. Gli artisti in piazza sono più di duecento. Il maestro ha di fronte i musicisti dell’orchestra sinfonica del Tuscia operafestival e del progetto Gioventù all’opera 2, il coro della Cassa di risparmio di Firenze, la corale Quadriclavio di Bologna e la corale Giuseppe Verdi di Ostiglia. Alle loro spalle domina la cattedrale.
Con Vignati ci sono i maestri del coro Ennio Clari, Lorenzo Bizzarri e Giuliano Vicenzi.
Tutti pronti a ricevere il via del maestro che ha diretto con precisione e cura, passando con naturalezza dai pianissimi ai fortissimi e riuscendo a scavare nell’anima dell’opera.
Professionali il coro e l’orchestra. Il soprano Mariangela Spotorno, che ha cantato con Domingo, Carreras e Bocelli, è riuscita a tener fronte all’imponente struttura musicale che l’ha affiancata e ha reso tutta la drammaticità dell’opera come nel brano Libera me. Una voce, la sua, dal timbro delicato, ma comunque deciso. Intenso. Profondo. Una indiscussa protagonista di fronte all’imponente coro.
Il mezzo soprano Maya Hoover ha dimostrato le sue qualità specie nei passaggi più gravi che è riuscita a rendere, nonostante l’intensità del suono della musica.
Uno strepitoso William Devenport, giovane tenore americano dalle sembianze “pavarottiane”, ha dato prova di tutta la sua vocalità interpretando con trasporto e realizzando pianissimi armoniosi e naturali.
Infine il basso Antonio Pirozzi che si è messo in risalto soprattutto nel fraseggio del Confutatis.
I quattro sono emersi ognuno per le loro qualità e le particolarità canore, dialogando in sintonia con le componenti di questa complessa macchina musicale.
Già dal Kyrie sono riusciti a dimostrarlo.
Bella anche l’esecuzione del Sanctus del doppio coro in perfetta armonia con l’orchestra.
Il pubblico, a fatica, è riuscito a staccare gli occhi dai musicisti. Tra loro, una bambina in prima fila, si è talmente calata nell’opera che, per buona parte dello spettacolo, ha imitato i movimenti dei musicisti, fingendo di suonare ora la tromba, ora il violino. Un coinvolgimento anche durante i canti dei solisti insieme ai quali vibrava con passione negli acuti.
Una serata che ha registrato il tutto esaurito con il pieno apprezzamento degli spettatori che hanno a lungo applaudito gli artisti e il maestro Vignati.
Presenti al concerto, tra gli altri, il direttore e il presidente di Unindustria, Antonio Delli Iaconi e Domenico Merlani e il presidente della Scuola edile Andrea Belli.
Paola Pierdomenico
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