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Villa San Giovanni in Tuscia - La riflessione del parroco don Giovanni Berni dopo il rifiuto di un'insegnante della scuola del paese alla richiesta di alcuni genitori

Crocifisso a scuola, ma in fondo a chi dà fastidio?

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Un crocifisso

Un crocifisso

Villa San Giovanni in Tuscia – Riceviamo e pubblichiamo una presa di posizione del parroco di Villa san Giovanni in Tuscia sulla laicità della scuola e quindi dello stato. Una questione a dir poco delicata e in realtà dirimente per capire cosa è lo stato di diritto e quindi la democrazia. Un intervento che non potrà non suscitare dibattito – Chissà quante volte avete sentito dire: “Mamma li Turchi”! Per quale motivo si usa questa espressione? Il tutto parte dalla battaglia navale di Lepanto che è avvenuta il 7 ottobre 1571. Per fortuna hanno vinto i cristiani. A proposito di vittoria, nel santuario della madonna della Quercia c’è la bandiara della nave ammiraglia della flotta cristiana che ha prevalso su quella ottomana.

Ora dovremmo dire: “mamma i musulmani”! Perché sono frequenti gli sbarchi che si verificano quotidianamente sulle coste italiane.

E’ una invasione pacifica. Molti italiani temono per la loro incolumità. Non entro nel merito di questo problema perché il fatto che vorrei affrontare è un altro.

Oltre a “mamma li turchi” e “mamma i musulmani, dovremmo aggiungere: “mamma i cristiani!”. Per quale motivo? Perché nella scuola dell’infanzia di Villa San Giovanni in Tuscia i genitori dei bambini fanno una richiesta legittima, che non va contro la legge. La richiesta è la seguente: vogliamo che ci sia nell’aula della scuola il crocifisso. L’insegnante, da parte sua, non accetta la richiesta dei genitori adducendo che la scuola è laica.

Il crocifisso c’è e si trova sopra la porta di entrata della scuola stessa. E’ un posto d’onore che gli compete perché Lui stesso ha detto: io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo” (Gv 10,9).

Mi chiedo: se il crocifisso è stato posto sopra la porta d’entrata, per quale motivo l’insegnante si rifiuta di appenderlo dentro la classe? Per rispetto delle minoraze religiose?

Il rappresentante di classe è andato a parlare con la dirigente scolastica. Lei sostiene di non poter intervenire perché non ha alcun potere sull’insegnante.

Parlando del crocifisso mi viene in mente colui che si è lavato le mani dicendo: non è un mio problema, pensateci voi. In questo modo, non solo si complicano le cose, ma c’è il rischio di inasprire gli animi sia degli insegnanti che dei genitori.

L’Italia è un paese democratico. In democrazia il popolo è sovrano e la maggioranza decide sul da farsi. E’ possibile che un solo insegnante possa opporsi, in nome della laicità della scuola, alla volontà popolare?

Tutti desidereremmo una scuola laica purché non si trasformi in atea. C’è molta differenza tra “laicismo” e “ateismo”. Per quale motivo in una scuola statale pubblica non si fa alcuna opposizione alla festa di Halloween, che trasforma le zucche svuotate in fantasmi, mentre si rifiutano i simboli cristiani?

Io mi chiedo: a cosa serve tutto questo? Il presepio, il crocifisso non danno fastidio certo a nessuno.

Perché non poter parlare anche della festa del Natale dicendo che essa non è soltanto la festa del Babbo Natale che porta i doni ma anche la festa di un bambino di nome Gesù? L’insegnante potrà a sua discrezione aggiungere, a puro titolo di cronaca, che dopo oltre duemila anni c’è ancora una minoranza di persone che riconosce quel bambino come figlio di Dio.

Credenti o non credenti, tutti possiamo trovare soluzioni ai nostri miseri problemi.

Per la cronaca, anche i genitori dei bambini musulmani hanno firmato perché possa essere appeso il crocifisso alla parete dell’aula. Meditate gente, meditate.

Pace e bene a tutti e buon Natale.

don Giovanni Berni
Il parroco di Villa san Giovanni in Tuscia


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15 novembre, 2013

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