Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

L'opinione del sociologo - Una riflessione che prende spunto dal dibattito sul crocifisso in aula alla scuola di Villa San Giovanni in Tuscia

Il web, un’agorà o un anonimo verminaio di dicerie?

di Francesco Mattioli
Condividi la notizia:

Francesco Mattioli

Francesco Mattioli 

Viterbo – Le spiegazioni dell’insegnante sulla questione del crocifisso in aula, che sembrano smentire il parroco di Villa San Giovanni, inducono a pensare che forse si sia stati di fronte a una “non-notizia” e che quindi tutto il susseguente polverone di interventi e commenti abbia poggiato su basi molto fragili.

Non è proprio così. Le “non-notizie” sono un aspetto non secondario della comunicazione di massa, derivano sostanzialmente da un surplus di informazione, cioè dalla proliferazione dei soggetti comunicanti, e probabilmente sono moltiplicate dal fatto che oggi, con il web, la comunicazione si verifica in tempi brevissimi, direi quasi in diretta, per cui resta difficile determinarne con accuratezza l’attendibilità.

Gli studi sulla diffusione delle dicerie, non caso, si sviluppano proprio a partire dagli anni ’50, quando i media diventano protagonisti della società contemporanea. Le “non-notizie” possono essere degli infortuni, spesso nascono da equivoci, qualche volta sono diramate ad arte per scatenare una bagarre mediatica o un gossip.

In un recente passato, d’altronde, le cronache viterbesi sono state caratterizzate da “non -notizie”, sia nel campo della politica che i n quello socioeconomico; per certi versi, anche la realizzazione di un aeroporto a Viterbo si può considerare, retrospettivamente, una”non-notizia”, non tanto perché qualcuno poi si tirò indietro, ma semplicemente perché il procedimento non era mai giunto ad uno stadio di reale concretezza.

Ciò nonostante, se la “non-notizia” scatena un dibattito su un problema reale, non tutto il male viene per nuocere. Certo, diventa un po’ beffardo constatare quanto taluni si siano arrovellati sul dettaglio, cioè nel merito specifico della questione; ma rimangono preziosi il ricco bagaglio di argomentazioni pro e contro, le riflessioni, persino la radicalizzazione delle idee che permettono in ogni caso di verificare gli umori dell’opinione pubblica.

Quel che emerge – ma questo lo si poteva dedurre anche da esempi passati – è il bisogno di tante persone di esprimersi, di intrecciare una discussione, di mettere in prova le idee proprie e altrui, di cercare un tavolo qualunque dove far sentire la propria voce. In tal senso i blog sono un terreno di grande democrazia, perché le voci di tutti arrivano sullo stesso piano, con lo stesso grado di attenzione potenziale.

Si dirà che alcuni si esprimono male e non sanno reggere le regole del dibattito, ma questo è ovvio che accada, perché ognuno di noi ha bisogno di imparare a maneggiare certe cose, prima di possederle. Al di là di qualche inevitabile caduta di stile, il fatto che da una “non-notizia” emerga un dibattito serrato, spesso profondo, non deve far sorridere, non deve evocare lo shakespeariano “tanto rumore per nulla”, semmai deve far constatare che mancano le sedi opportune per il dibattito, che c’è fame di interazione tra la gente, che se il web apre le porte alla discussione, tuttavia impedisce alle persone di farlo guardandosi negli occhi e assumendosi le responsabilità soggettive delle proprie idee e delle proprie parole.

Forse occorrerebbe pensare a dei forum che non viaggiano solo online, ma che si possono realizzare in uno spazio e in una occasione che permetta a chiunque di discutere con chiunque faccia a faccia; c’era nelle agorà delle antiche città greche.

La domanda è, il web è veramente un’agorà, come si augurava Daniel Bell? O rischia, piuttosto, di trasformarsi in un anonimo verminaio dove la diceria, la delazione e il sussurro prevalgono sulla sincera voglia di confrontarsi e di prendersi la responsabilità di ciò che si dice? La risposta non è scontata; in un recente dibattito internazionale sull’argomento, qualcuno ha affermato che il blog è il non plus ultra della democrazia, ma che l’accesso non dovrebbe essere anonimo (in una democrazia vera non serve Pasquino), anche perché alcuni esperimenti avrebbero dimostrato che il dibattito, senza perdere necessariamente partecipanti, si alza immediatamente di tono e di qualità.

Ma anche su questo si potrebbe discutere.

Francesco Mattioli


Condividi la notizia:
23 novembre, 2013

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-morta-irene-cara-vinse-loscar-per-fame-e-flashdance/