Gamboni-infissi-infissi-nov-2017

--

--

Tutankhamon-560x80

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Unioni civili - Franco Marinelli (Solidarietà cittadina) scrive a Carla Vanni del movimento Sì alla famiglia

“Troppo facile raccogliere firme tra i sottomessi…”

Franco Marinelli

Franco Marinelli 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Cara Carletta, permettimi di chiamarti così, affettuosamente, dato che cominci ad essermi simpatica, anche se giochi a fare la pignola.

Chiedi di sapere quante sono le firme raccolte per promuovere il registro delle unioni civili; chiedi di verificare il protocollo: è nel tuo diritto fare queste verifiche, così come sarebbe stato corretto che tutte le associazioni presenti il 16 gennaio avessero, come noi, portato i documenti che dimostrassero la reale esistenza legale di tali associazioni.

Intanto ti spieghiamo le procedure da mettere in atto per fare le cose seriamente, così come le abbiamo fatte noi:

– diversi giorni prima dell’evento, bisogna recarsi in Comune, negli uffici preposti, facendo regolare fila, informarsi sui luoghi disponibili, scrivere la richiesta di occupazione del suolo pubblico, ritornarci dopo qualche giorno, con tanto di marca da bollo;

– fare un fax al questore per comunicare lo svolgimento dell’evento;

– nel giorno stabilito, bisogna caricare tutto il materiale nell’auto: gazebo, tavolo, sedie, cancelleria varia; nel montaggio, occorre stare attenti a non occupare più di cinque metri quadrati;

– portare la documentazione originale, affinché i cittadini possano leggere ed essere correttamente informati nel decidere se firmare o meno, e nel caso di firma, questa deve essere corredata da documento;

– le iniziative si sono svolte due volte a largo Coin, in piazza del Sacrario, e una volta all’ingresso dell’Università, quest’ultima a solo scopo informativo tra gli studenti universitari, che però hanno voluto anche firmare.

Ti garantisco trattasi di una gran faticaccia!

Come vedi cara Carletta, per te è stato molto più semplice: suolo pubblico “vaticano”, niente carta bollata, niente fax, niente tasse, niente file, niente metri quadri, niente pioggia (ci è capitato anche di inzupparci per il maltempo)… caspita che fortuna! Le vostre firme sono state raccolte in un luogo di culto, nella casa del Signore, con preti accondiscendenti che dall’altare hanno prospettato chissà quale sciagure se il registro fosse stato approvato, come se questo potesse costituire la fine della famiglia tradizionalmente intesa e dei diritti ad essa legati.

Trascurando di spiegare che invece si sarebbe trattatato solo di approvare un provvedimento che avrebbe riconosciuto la semplice esistenza di nostri fratelli, figli di un dio minore.

E’ facile raccogliere tante firme tra firmatari sottomessi, dentro la casa di Dio; difficile non acconsentire, quando a chiederlo è il prete, servo di Dio; come si fa a disubbidire in tale contesto, e tra quanti aspirano al paradiso (pur avendo, magari in famiglia, coppie di fatto, gay, lesbiche)?

Qualche domenica fa, presenziando alla messa, nella predica il prete si è lamentato di essere stato attaccato per aver fornito supporto contro il registro delle unioni civili, ed ha giustificato tale comportamento con parole che mi hanno illuminato: “noi ci rifacciamo alle parole che Gesù ha detto tanto tempo fa”. Cosa avrebbe detto Gesù? Boh…! Il prete ha trascurato di dirlo, ma non risulta nel Vangelo esserci una qualche dichiarazione di guerra ai “diversi” e ai più deboli, bensì il contrario.

Cara Carluccia, i modi di fare informazione sono tanti: noi abbiamo scelto la via della chiarezza e correttezza.

Ascolta un saggio consiglio: smetti di fare la guerra ad esseri umani che consideri diversi e noi solo persone; aiuta, proprio perché sei cattolica, gay, lesbiche, coppie civili a vivere più serenamente la loro vita, che a causa dei pregiudizi, che quelli come te alimentano, è già difficile.

Ti informiamo, inoltre, che le firme raccolte non sono state depositate, perché giorno 16 gennaio, in sede di commissione, pur avendole portate, ci è stato detto dalla presidente Mongiardo e dal consigliere Quintarelli, che non potevano essere ritirate e che andavano depositate in altro ufficio. E comunque solo giovedì, siamo stati invitati a consegnarle.

Le dichiarazioni della signora Dei in merito ad un presunta consegna delle firme, che non è avvenuta, sono semplicemente da addebitarsi ad un errore di comunicazione all’interno dell’associazione, che è presa ed impegnata su più fronti. Siamo certi, che nella vostra sconfinata misericordia ci darete l’assoluzione ed il perdono per un peccato veniale.

Lunedì sarà mia premura consegnare e protocollare le firme, con tutte le autorizzazioni che sono state necessarie ottenere, prassi di certo a te sconosciuta. Noi, puoi star tranquilla, non ci prenderemo il fastidio di andare a controllare quelle raccolte da voi, poiché non ce ne importa un fico secco.

Resta indiscutibile che nessuna firma si dovrebbe rendere necessaria laddove si tratta di diritti civili, non è mera questione numerica, i diritti sono i medesimi sia se riguardano tante persone sia se riguardano anche una sola persona. Il tema fondante è esattamente questo: i diritti non vanno tanto al chilo, chi più pesa più vale, ma si tratta di giustizia sociale, di equità tra esseri umani, con pari dignità e diritti così come sancito dall’articolo 3 della Costituzione.

Dai, damme retta Carletta, in fondo hai una faccetta buona e simpatica, vieni con noi, sostienici, tanto lo sai che Gesù è dalla parte nostra!

Ti invito ufficialmente a cena con i nostri amici per te “diversi”, così ti passerà ogni paura.

Ciao, ti aspetto.

Franco Marinelli
“Solidarietà Cittadina”

27 gennaio, 2014

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR