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Viterbo - Crisi in comune - Michelini risolve il rimpasto nominando il nono assessore, ma i problemi sono tutt'altro che risolti

Maggioranza in fibrillazione nonostante il rimpasto

di Giuseppe Ferlicca
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Il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini

Il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini 

Viterbo – Il sindaco Michelini ha riassegnato le deleghe ai suoi assessori nominandone uno nuovo, il terzo esterno, ma la sua maggioranza continua a ballare.

Nel centrosinistra nessun salto di gioia per la novità. Se proprio nono assessore doveva essere, nel Pd, ma anche in Oltre le mura, di candidati non ne mancavano. Ora sono tutti infelici e scontenti. Arriva l’esterno Andrea Vannini a occuparsi di Ambiente, Igiene urbana, Illuminazione e Servizi cimiteriali.

Anche se al momento del suo compenso non v’è certezza: “Avete nominato un nuovo componente della giunta – ha fatto notare in consiglio Gianmaria Santucci (Fondazione) – ma in bilancio i soldi ci sono? Come lo pagate?” Volontariato? Si vedrà.

Una nuova entrata e qualche spostamento in giunta è la ricetta di lunga vita per la sua amministrazione, proposta da Michelini.

Raffaela Saraconi passa all’Urbanistica e si prende pure il Centro Storico. Alvaro Ricci arriva ai Lavori pubblici, Manutenzione beni patrimoniali, Impianti tecnologici, Viabilità e Mobilità urbana, Rapporti autorità portuale e Civiter.

Vice sindaca confermata Luisa Ciambella che perde la delega ai Servizi cimiteriali, inglobata nel nuovo settore cui farà capo Vannini.

Che diventa una sorta di assessore city manager, curando servizi erogati dall’amministrazione comunale.

Panunzi nel rimpasto vince il derby dei Cimini. Non riesce, infatti, all’area popolare del Pd, sfilare a Fabrizio Fersini (vicino al consigliere regionale) il posto da assessore ai Servizi sociali. Mentre la zona renziana del Pd esce dalla partita senza avere toccato palla.

Per il resto tutto come prima. Anzi, meno di prima.

Perché all’annuncio del nono assessore, Goffredo Taborri (Ncd) ha voltato le spalle all’amministrazione comunale. Un voto in meno per Michelini, che a questo punto deve tenersi stretta Viva Viterbo.

Perché i numeri ci sono e in abbondanza, ma non si sa mai. La porta in uscita è sempre aperta.

Quale impulso riuscirà a dare la nuova squadra, si vedrà prossimamente. Intanto l’unico dato certo è che un’amministrazione partita per avere una giunta a sei è arrivata a otto, per poi nominare il nono.

Quando si dice spending review. A parole.

Una giunta a nove assessori, un terzo dei quali non sono stati eletti. Esterni.

Delli Iaconi, l’ultimo arrivato Vannini e il quasi esterno Barelli. Alle comunali almeno ha partecipato.

Che la giostra a palazzo dei Priori riparta.

Giuseppe Ferlicca

 


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3 dicembre, 2014

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