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Viterbo - Operazione Silver and gold - Carabinieri - Telefonate da tutta Italia per riavere gli oggetti rubati - Continua la caccia ai latitanti

Gang dell’argento e dell’oro, una trentina gli indagati

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Carabinieri - Operazione Silver and gold - Uno degli arrestati

Carabinieri – Operazione Silver and gold – Uno degli arrestati

Carabinieri - Operazione Silver and gold - Uno degli arrestati

Carabinieri – Operazione Silver and gold – Uno degli arrestati

Carabinieri - Operazione Silver and gold - Uno degli arrestati

Carabinieri – Operazione Silver and gold – Uno degli arrestati

Operazione Silver and gold - La conferenza stampa

Operazione Silver and gold – La conferenza stampa

L'operazione dei carabinieri "Silver and gold"

L’operazione dei carabinieri “Silver and gold”

L'operazione dei carabinieri "Silver and gold"

L’operazione dei carabinieri “Silver and gold”

Viterbo – Sono due uomini e una donna i tre viterbesi arrestati ieri nell’operazione “Silver and gold”.

V.B., L.M. e la donna S.M.R. sono i gestori del compro oro finito nel mirino degli inquirenti, che hanno ricostruito l’intera filiera dei metalli preziosi rubati e rivenduti. 

Dei tre, solo L.M. avrebbe precedenti penali. Gli altri due risultano incensurati.

Il compro oro incriminato sarebbe a Grotte Santo Stefano. E’ qui che arrivavano l’oro e, in particolare, l’argento provento di furti in villa tra Roma, Viterbo e altre zone. La filiera partiva dai quartieri alti svaligiati, perlopiù della capitale, e finiva con il bottino rivenduto a una fonderia di Arezzo. 

Nel mezzo, tra un anello e l’altro della catena, c’era il compro oro viterbese. Principale punto di riferimento dei ricettatori che riversavano qui il materiale rubato. Per rivenderlo alla fonderia, i tre commercianti viterbesi avrebbero utilizzato un sofisticato sistema di false fatturazioni per dimostrare la lecita provenienza di oro e argento: in realtà rubati; all’apparenza, comprati da un negozio di antiquariato nel Ternano, rivelatosi una scatola vuota.

Risultato: 40 perquisizioni, scattate anche in 9 negozi di antiquariato di Roma e dodici arresti, per un totale di quindici ordinanze di custodia cautelare per associazione a delinquere finalizzate alla ricettazione, al commercio d’oro abusivo e alla falsità in dichiarazioni fiscali.

Tre persone, di nazionalità romena, sono riuscite a scappare prima di finire in manette, nel blitz di ieri mattina. Due dovevano andare in carcere, uno ai domiciliari.

Un’indagine che ha avuto l’ambizione di spingersi ben oltre i singoli episodi di furto, scovando 700 chili d’argento rubato, almeno un chilo d’oro e i metodi per farli fruttare. 

La filiera è ricostruita. Ma l’indagine è ancora in corso per dare la caccia ai latitanti e valutare attentamente ogni singola posizione. In tutto, tra arrestati e denunciati a piede libero, gli indagati sarebbero all’incirca una trentina. Ai viterbesi sarebbe stato addossato il ruolo di gestori e organizzatori dell’intera filiera. Ricettatori al dettaglio, sconosciuti al fisco. Ma gli altri? E’ probabile che non tutti abbiano fornito lo stesso contributo, nell’ambito di questa specie di “gang dell’oro”, sgominata dai carabinieri che ha fatto transitare a Viterbo 10 tonnellate di materiali preziosi in un anno, per 4 milioni di euro di fatturato.

L’ordinanza di custodia cautelare del gip Franca Marinelli è consistente: più di 300 pagine per avallare l’impianto accusatorio prospettato dal pm Fabrizio Tucci, in base ai riscontri dei carabinieri.

Telefonate da ogni parte d’Italia sono arrivate ieri alla caserma di via De Lellis. Dopo il blitz, l’inventario della merce ricettata è stato pubblicato sul sito dell’Arma. In più di un caso, i reperti sono stati riconosciuti. Per vederseli restituire, i proprietari dovranno esibire le loro denunce di furto o anche fotografie dell’oggetto.

I prossimi giorni saranno quelli degli interrogatori. Solo V.B., L.M. e S.M.R, sono detenuti a Mammagialla. Altri cinque sono stati portati a Rebibbia, Regina Coeli e nelle carceri di Terni e Orvieto. Saranno ascoltati per rogatoria dall’autorità giudiziaria del posto. Cinque giorni di tempo per sentire i detenuti in carcere, dieci per gli indagati ai domiciliari. 


Articoli: Stanata la filiera dell’oro e dell’argento rubatoUn business da 4 milioni di euro – Operazione Silver and gold, 15 arresti

Multimedia: video: Conte: “Sgominata una intera filiera” – L’operazione dei carabinieri – fotogallery – slide


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25 marzo, 2015

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