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Viterbo - Carabinieri - Operazione Fai da te - 17 arresti - Droga venduta in centro e consumata a scuola - Migliaia di euro di danni per i distributori - Il covo in un magazzino in campagna

La “banda del frullino” tra furti e babyspaccio

di Stefania Moretti

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Operazione Fai da te - Gli arrestati

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Viterbo - Carabinieri - Operazione Fai da te

Viterbo – Carabinieri – Operazione Fai da te

Viterbo - Carabinieri - Operazione Fai da te

Viterbo – Carabinieri – Operazione Fai da te

Viterbo - Carabinieri - Operazione Fai da te

Viterbo – Carabinieri – Operazione Fai da te

La conferenza stampa per illustrare i dettagli dell'operazione

La conferenza stampa per illustrare i dettagli dell’operazione

Da sinistra: il capitano Giovanni Martufi, il pm Massimiliano Siddi, il colonnello Mauro Conte

Da sinistra: il capitano Giovanni Martufi, il pm Massimiliano Siddi, il colonnello Mauro Conte

La conferenza stampa per illustrare i dettagli dell'operazione

La conferenza stampa per illustrare i dettagli dell’operazione

Viterbo – Incensurati, insospettabili e giovanissimi. Una gang tra i 19 e i trent’anni capace di passare con disinvoltura dal saccheggio delle colonnine self-service di benzina allo spaccio ai minorenni.

Era questa la “banda del frullino”, scoperta dai carabinieri del comando provinciale di Viterbo. Un gruppo dall’organizzazione paramilitare, diviso tra droga e furti (video  – video 2 – fotocronaca – slide). 

Di notte, armati di smerigliatrici, parrucche e nasi finti, per rubare l’incasso dei distributori di benzina; di giorno spacciatori a babyacquirenti, che compravano la droga in centro per poi fumarla a scuola. Non sempre le due cose coincidevano: i predoni dei distributori consumavano droga spacciando occasionalmente, ma avevano contatti con pusher che rifornivano la giovanissima clientela delle scuole.

13 perquisizioni e 16 arresti da stamattina all’alba. La notizia del 17esimo arriva in diretta, in piena conferenza stampa. Delle 17 ordinanze di custodia cautelare in carcere, spiccate dal gip Franca Marinelli e chieste dal pm Massimiliano Siddi, mancava all’appello un giovane macedone, bloccato a Tuscania verso le 11,30.

Una doppia piaga. Ma l’indagine parte a ottobre dell’anno scorso dal filone dei furti ai distributori in provincia e fuori: sei colpi solo negli ultimi 40 giorni, quasi sempre nel weekend, nella notte tra la domenica e il lunedì. Il colonnello Mauro Conte parla di “modalità aggressive e rapide”. L’occorrente per i furti era in un covo tra le campagne di Viterbo e Montefiascone: niente più che un magazzino dove nascondere passamontagna, frullini, smerigliatrici e parrucche e dove ritornare per spartire i proventi. 5-6mila euro a notte, la refurtiva. Ma più che il bottino, era il danno: tra le colonnine rotte e i giorni di chiusura per ripararle, l’assalto ai distributori era un salasso per i titolari.

Il filone dello spaccio si apre più tardi, quasi per caso. La “banda del frullino” colpisce sotto effetto di stupefacenti. Le indagini successive e approfondite del nucleo investigativo, agli ordini di Giovanni Martufi, svelano la doppia anima del gruppo: oggi ladri; domani pusher. Rubano. Comprano droga e la vendono. Con la complicità di una rete di personaggi dediti esclusivamente allo spaccio, che facevano vendere la droga anche alle fidanzate minorenni. “Tra gli arrestati, solo i 6 della banda del frullino rispondono di associazione a delinquere finalizzata al furto – spiega il colonnello -. Si tratta di un albanese, due romeni, un moldavo, un macedone e un italiano. Gli altri sono accusati di detenzione ai fini di spaccio di droga. Specialmente a minorenni”. 

Una babyclientela proveniente dalle scuole secondarie del capoluogo. Più di 25 consumatori dai 15 ai 17 anni, identificati dai carabinieri, che compravano hashish e marijuana fuori da scuola o a San Faustino, piazza della Rocca e del Teatro. Uno scenario allarmante. Ma che svela un tessuto sociale tutto sommato sano, per gli inquirenti. “Non c’è stata traccia di omertà – spiega il pm Massimiliano Siddi -. I genitori hanno collaborato con i carabinieri, rendendosi decisivi per arrivare agli spacciatori e impegnandosi a garantire ai figli un percorso di recupero. Lo spaccio è un reato odioso. Ancor più se coinvolge minorenni. E’ allora che diventa ferita sociale, familiare e umana. Ma non manca la voglia di reagire, né lo sforzo di combatterlo da parte delle forze dell’ordine, sempre pronte a vigiliare, in una realtà apparentemente tranquilla come quella viterbese”.

Tre arresti in flagranza erano già stati eseguiti durante le indagini, per il furto al distributore di San Martino al Cimino, la notte del 5 dicembre. Sul terreno dello spaccio, c’erano stati altri cinque arresti in flagranza e tre denunce a piede libero. 

Il blitz di stamattina, operazione Fai da te, ha portato al sequestro di 50 dosi di stupefacente, tra hashish e marijuana.

Un lavoro di squadra che ha visto impegnate procura, polizia giudiziaria e più reparti dell’Arma, con elicottero e unità cinofile, per un totale di 150 uomini, in un’indagine dal forte impatto sociale.

Dei 17 arrestati, molti provengono dall’Est europeo, sebbene con cittadinanza italiana. Il tratto più caratteristico era la loro capacità di restare sommersi. Un gruppo di insospettabili, praticamente sconosciuti alle forze dell’ordine. Da oggi, assicurati alla giustizia.

Stefania Moretti


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29 maggio, 2015

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