Gamboni-infissi-infissi-nov-2017

--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Giovani e minorenni avvicinati a Pratogiardino o al Pilastro dai pusher: "Se vuoi la droga, chiedi a me"

Ragazzini abbordati nei parchi dagli spacciatori

di Stefania Moretti
Condividi la notizia:

Viterbo - Carabinieri - Operazione Fai da te

Viterbo – Carabinieri – Operazione Fai da te

Viterbo - Carabinieri - Operazione Fai da te

Viterbo – Carabinieri – Operazione Fai da te

Viterbo - Carabinieri - Operazione Fai da te

Viterbo – Carabinieri – Operazione Fai da te

Viterbo - Carabinieri - Operazione Fai da te

Viterbo – Carabinieri – Operazione Fai da te

La conferenza stampa per illustrare i dettagli dell'operazione

La conferenza stampa per illustrare i dettagli dell’operazione Fai da te 

Viterbo – Li avvicinavano nei parchi, in genere a Pratogiardino o al Pilastro. “Se ti serve marijuana, chiamami eh”. Scambiavano il numero di telefono e via.

Anche così gli spacciatori arrestati nell’operazione “Fai da te” prendevano contatti con la clientela minorenne o poco più che maggiorenne.

Dei 17 arrestati, 11 rispondono di spaccio. In più di un caso con l’aggravante di aver venduto hashish e marijuana ad adolescenti. Studenti degli istituti professionali e dei licei viterbesi. 10 o 20 euro per pochi grammi di “fumo”, da consumare soli, in gruppo o con le amiche del cuore. 

Nell’indagine “Fai da te”, culminata con la retata di ieri, il nucleo investigativo del capitano Giovanni Martufi individua due gruppi di spacciatori: quello che abborda i ragazzini nei parchi, composto interamente da stranieri, e l’altro, con un 20enne viterbese al vertice, che sfrutta per lo più la rete delle sue conoscenze personali. Sue e della fidanzatina minorenne.

I carabinieri, guidati dal pm Massimiliano Siddi, indagano sulla serie di tentati furti ai distributori di benzina quando si accorgono che c’è tutto un universo di spaccio giovanile da sondare.

Intercettando un 22enne, arrestato per i furti nel blitz di ieri, risalgono al suo fornitore ufficiale di droga. Scoprono un mondo.

Del primo gruppo di pusher farebbero parte due fratelli ucraini, per gli inquirenti molto attivi nello spaccio locale al dettaglio. Uno dei due era stato arrestato già l’anno scorso: i carabinieri lo avevano sorpreso a spacciare in viale Trento. In casa gli trovarono 1200 dosi di stupefacente, per un totale di 170 grammi: un tesoretto che, rivenduto, avrebbe fruttato almeno 10mila euro. Non poté che patteggiare. 

Per la clientela adulta (a volte anche per i minorenni) l’appuntamento per consegnare lo stupefacente era spesso sotto casa dei due fratelli, in via della Cava, oppure a San Faustino. La droga, secondo le intercettazioni , sarebbe stata tagliata in un garage. Al telefono, solito linguaggio in codice: la marijuana diventava “pezzi”, “calzini”; i bilancini di precisione “calcolatrici”.

I presunti spacciatori arrestati nella retata di ieri, come anche i sei in cella per associazione a delinquere finalizzata al furto, avrebbero usato le fontane della città come punto di ritrovo. Su tutte, quelle di San Faustino e piazza Fontana Grande. Centrali, vicine a casa e funzionali per parlare lontano da orecchi indiscreti, senza paura di intercettazioni.

Quanto al secondo gruppo di arrestati additati come spacciatori, era probabilmente il più gettonato tra gli studenti viterbesi. Ma qui non serviva piazzarsi a Pratogiardino per adescare clientela: i giovani indagati – diciannove, vent’anni – avrebbero sfruttato le loro giovanissime amicizie e conoscenze, in una specie di passaparola. Uno, in particolare, secondo le indagini, avrebbe coinvolto la fidanzatina minorenne, che faceva spesso da tramite tra lui e i compagni di scuola. Le testimonianze raccolte dai carabinieri dicono che in classe si era sparsa la voce: chi voleva il fumo poteva chiedere alla ragazzina, che avrebbe raccolto i soldi e consegnato la droga ai babyclienti. Il tutto a 16 anni.

Adesso è indagata a piede libero. Per lei procederà il tribunale dei minori.

Ieri, intanto, prima raffica di interrogatori di garanzia per gli arrestati. La maggior parte si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Due della cosiddetta “banda del frullino”, specializzata in assalti ai distributori di benzina, avrebbe smentito l’associazione a delinquere, negando, in pratica, di essere un gruppo organizzato e ammettendo che la pianificazione dei furti non era altamente ragionata, ma occasionale e casuale.

Chi non ha risposto, probabilmente, farà direttamente ricorso al tribunale del Riesame per chiedere la libertà o misure più leggere.

Stefania Moretti


Condividi la notizia:
31 maggio, 2015

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR