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Castiglione in Teverina - Carabiniere arrestato per violenze su ragazzo - Il brigadiere accusato di rinchiudere il ventenne nelle camerate

Abusi sessuali anche dentro la caserma

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La caserma dei carabinieri di Castiglione in Teverina

La caserma dei carabinieri di Castiglione in Teverina

Castiglione in Teverina – Violenze dentro la caserma e fuori.

Lo portava nel suo ufficio con la scusa di un controllo e lì dentro abusava di lui.

Sono accuse terribili, quelle rivolte al brigadiere G. O., nell’ordinanza d’arresto del gip di Viterbo. 

Violenza sessuale, stalking, abuso d’ufficio, per aver messo in atto, secondo gli inquirenti, una vera e propria persecuzione ai danni di un giovane poco più che ventenne.

Il carabiniere, ai domiciliari da sabato, avrebbe conosciuto il ragazzo diversi anni fa, lavorando come brigadiere capo alla stazione di Castiglione in Teverina. Così avrebbe partorito quella che, secondo gli inquirenti, sarebbe stata una vera e propria ossessione, degenerata in presunte violenze sessuali ripetute che il giovane, per un lungo periodo, avrebbe sopportato in silenzio. 

Quattro anni di abusi, secondo gli investigatori. I suoi stessi colleghi che, raccolta la denuncia del ventenne, hanno iniziato a indagare sul brigadiere, intercettandolo e scoprendo una mole sterminata di contatti dal suo cellulare a quello del ragazzo. Telefonate, sms, messaggi vocali. “Estenuanti comunicazioni telefoniche”, si leggerebbe sugli atti dell’inchiesta coordinata dal pm Franco Pacifici.

E poi, gli inviti in caserma senza motivo, se non quello di abusare del ragazzo, come sarebbe successo più volte, chiusi a chiave dentro le camerate della caserma di viale Duilio Rossi, quando gli uffici erano deserti e il brigadiere e il ventenne restavano soli. Al giovane venivano notificati inviti di polizia giudiziaria e comunicazioni scritte. 

Andava in caserma per paura, secondo gli inquirenti. Paura di eventuali ritorsioni del carabiniere se avesse respinto le sue avances. Secondo la magistratura, quell’uomo in divisa lo avrebbe messo in soggezione al punto da subire per anni.

Non a caso, oltre alla violenza sessuale, a G. O. si contesta lo stalking e l’abuso d’ufficio. L’insistenza del brigadiere nel cercarlo avrebbe provocato nel ragazzo uno stato di angoscia che lo avrebbe costretto a cambiare le sue abitudini per non incontrarlo. E, almeno secondo le indagini, l’abuso d’ufficio riguarda l’aver approfittato del suo ruolo di pubblico ufficiale per adescare il ventenne.

Ora il brigadiere aspetta l’interrogatorio.


Violenza sessuale su un ragazzo, carabiniere ai domiciliari


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4 agosto, 2015

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