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Viterbo - Polizia - Salgono a cinque i casi di presunta violenza sessuale contestati all'oculista della Asl sospeso dal lavoro

“Baciata e palpeggiata”, un’altra paziente parla

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Fabio Zampaglione

Fabio Zampaglione

La cittadella della salute, sede della Asl

La cittadella della salute, sede della Asl 

Viterbo – Salgono a cinque i casi di presunta violenza sessuale contestati all’oculista della Asl sospeso dal lavoro.

C’è una nuova testimonianza al vaglio degli agenti della squadra mobile viterbese. Una donna, paziente del medico 64enne di Montefiascone indagato per violenza sessuale, si sarebbe recata nei giorni scorsi alla questura di via Romiti per segnalare un episodio di avances durate una visita oculistica.

Risalirebbe ad alcuni mesi fa. Un contatto ravvicinato consistito in baci rubati e palpeggiamenti.

L’input alle indagini è stato dato dalla Cittadella della Salute. Il resto lo hanno fatto gli agenti della sezione specializzata in abusi sessuali, chiamando una a una le pazienti che avevano segnalato le violenze e ascoltando anche personale della Asl.

Dalle testimonianze raccolte sarebbe emerso che il medico lasciava prima trasparire le sue intenzioni usando un linguaggio estremamente confidenziale, poi baciava la paziente e, infine, allungava le mani e alzava gonne. In almeno un caso sarebbe riuscito anche a calare gli slip alla vittima. 

Ora risponde di violenza sessuale, nell’indagine della mobile coordinata dal pm Paola Conti. Violenze ancor più gravi perché commesse da un incaricato di pubblico servizio nell’esercizio delle sue funzioni. Cioè da un medico accusato di approfittare della sua professione e della naturale vulnerabilità delle pazienti, dettata dalla preoccupazione per motivi di salute: unica ragione che le aveva spinte a recarsi nel suo studio mentre lui, secondo gli agenti, cercava altro.

La nuova segnalazione arrivata in questura conferma che il sospetto degli inquirenti era fondato: la possibilità che ci fossero casi ‘sommersi’, non riferiti né agli uffici della Asl, né alle forze dell’ordine. Nulla esclude che altre segnalazioni analoghe possano arrivare a breve. In qualche modo, l’oculista era ‘recidivo’: già nel 2012 era stato sospeso per le stesse lamentele di una paziente, che non aveva sporto formale denuncia. Risultato: un procedimento amministrativo e un breve periodo lontano dal posto di lavoro dove poi è tornato e dove, secondo gli investigatori, ha continuato a molestare donne più o meno giovani. 

All’interrogatorio di garanzia si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il suo avvocato Roberto Massatani ha impugnato il provvedimento di interdizione del tribunale di Viterbo, che tiene l’oculista lontano dal lavoro fino a tempo indeterminato. L’udienza è tra poche settimane.


Articoli: Pazienti violentate, l’oculista si difende –  Baci, carezze e mani sotto le gonne


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13 dicembre, 2015

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