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Tribunale - Sei tifosi della Viterbese a processo per minacce, percosse e lesioni

“Vincete il campionato o vi bruciamo le macchine”

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Sport - Calcio - Viterbese - La squadra sotto la Curva, il Rieti è stato battuto

Viterbese – La squadra sotto la curva 

Viterbo – Calciatori minacciati: “Se non vincete ve la facciamo pagare”.

Sei tifosi sono finiti a processo per l’imboscata tesa a un gruppo di giocatori della Viterbese Castrense nel marzo 2014. Aspettati a un ingresso secondario dello stadio Rocchi, due ore prima del derby contro il Montefiascone, i calciatori gialloblù furono aggrediti da un gruppo di ultrà che, senza troppi giri di parole, gli intimò di giocare per vincere. O sarebbero stati guai.

Gli ultrà se la presero con Daniele Federici, Rocco Giannone e Matias Vegnaduzzo. “Vi spacchiamo le gambe; se non vincete per la società ve la facciamo pagare”. E ancora: “Vi dovete impegnare di più per vincere il campionato, sennò vi diamo fuoco alle macchine”. Le accuse sono minaccia aggravata perché commessa da più di cinque persone, in presenza di almeno una cinquantina di tifosi della squadra. Ma anche percosse e lesioni, perché in quei pochi minuti volarono anche schiaffi ai giocatori. Ci andò di mezzo anche un anziano addetto alla biglietteria dello stadio, intervenuto per difenderli: fu fatto cadere e preso a calci mentre era a terra. Venti giorni di prognosi.

Sul posto, intervennero gli uomini della Digos, coordinati da Monia Morelli. Gli ultrà avrebbero ritenuto i calciatori direttamente responsabili delle ultime sconfitte con le squadre Fregene e Grifone. Un’aggressione fisica, a ventiquattr’ore da quella verbale del presidente Camilli: “Questi giocatori sono dei coglioni – disse in conferenza stampa -. A fine anno me ne vado”. Ma forse lo sprone stile Trapattoni funzionò: il derby col Montefiascone fu un successo. E pure le partite successive. I tifosi, invece, presero un Daspo che, nel migliore dei casi, li ha tenuti lontani dai campi di calcio per due anni.

Ieri, l’apertura del processo al tribunale di Viterbo, con i sei tifosi difesi dagli avvocati Domenico Gorziglia, Remigio Sicilia, Luigi Mancini e Stefania Sensini.

I calciatori hanno ritirato la denuncia, ma il reato è procedibile d’ufficio. Prossima udienza a novembre davanti al giudice Silvia Mattei. 


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9 aprile, 2016

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