--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Incidente probatorio - Per due ore di fronte al gip la bambina testimone delle violenze sulla madre 40enne che ha fatto arrestare il compagno

Botte alla ex incinta, la piccola conferma le aggressioni

Condividi la notizia:

Vincenzo Lapaglia Casciana

Vincenzo Lapaglia Casciana

I coltelli sequestrati dalla squadra mobile I coltelli sequestrati dalla squadra mobile

I coltelli sequestrati dalla squadra mobile

Il capo della squadra mobile Fabio Zampaglione

Il capo della squadra mobile Fabio Zampaglione

La conferenza della squadra mobile

La conferenza della squadra mobile

Viterbo – Botte alla ex incinta, la piccola conferma le aggressioni.

Quasi due ore di audizione protetta in un’aula a porte chiuse in cui la piccola Clara (nome di fantasia, ndr) ha raccontato, davanti a magistrati e avvocati, tutto quello che ha visto e subìto negli ultimi mesi. La piccola di otto anni è considerata testimone chiave dei maltrattamenti sulla mamma.

A chiederlo era stata proprio la procura per mettere definitivamente nero su bianco le parole della piccola sull’ex convivente della mamma: Vincenzo Lapaglia Casciana, cinquant’anni, artigiano di origini siciliane (video).

L’uomo era stato arrestato la notte del 3 maggio dagli agenti della squadra mobile di Fabio Zampaglione. Proprio ai poliziotti della sezione reati contro donne e minori, Clara ha raccontato delle botte alla mamma (anche durante la gravidanza), degli insulti, dei tentativi di lui di allontanarla perfino dalle amiche e infine delle minacce di morte col coltello.

Il 50enne è accusato di maltrattamenti in famiglia e minaccia aggravata sull’ex convivente che ora si trova in una struttura d’accoglienza insieme alla piccola e al bimbo di 2 anni avuto dalla relazione con l’arrestato. 

Di fronte al gip Savina Poli, la bambina ha confermato quello che aveva precedentemente detto: le aggressioni fisiche sulla mamma incinta, gli insulti di cui, anche lei, era destinataria. E poi ha raccontato di quel fortino fatto sotto il letto della sua camera in cui si nascondeva per sfuggire alle urla e alle botte del patrigno.

Avrebbe confermato le minacce e ripetuto alcune espressioni che l’uomo, col coltello in mano, avrebbe rivolto alla ex.

E tra i coltelli sequestrati al 50enne, avrebbe indicato quello usato per intimidire la donna.

Avrebbe anche detto di aver smesso di chiamarlo papà quando l’uomo ha distrutto i suoi giocattoli o quando le diceva che il fratello di due anni non era suo fratello perché non avevano lo stesso padre.

“La minore – dice l’avvocato Samuele De Santis che insieme alla collega Angela Ricci assiste la mamma della piccola – ha totalmente confermato le dichiarazioni della parte offesa. Ora, ci aspettiamo un processo veloce, possibilmente con rito immediato, e una definizione altrettanto immediata di questa situazione incresciosa per poter tornare presto alla normalità”.

De Santis sottolinea: “Sarebbe necessario attivare diversi metodi di ascolto dei minori, a tutela della genuinità della prova. Come accade in altri parti d’Italia con tribunali già attrezzati con metodi più tecnologici. Quello di ieri, è stato di fatto un interrogatorio. Così non dovrebbe essere. Brava è stata la piccola a sopperire a questa défaillance di organizzazione.

E’ stata talmente matura da superare l’iniziale diffidenza nei confronti del giudice ed è stata abile e precisa nell’esporre i fatti, individuando gli episodi nel tempo e nello spazio e confermando le aggressioni col coltello e la paura che provava di fronte a quelle che lei stessa ha definito delle battaglie”.


Condividi la notizia:
1 giugno, 2016

    • Altri articoli

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR