Viterbo – “Ci hanno dichiarato guerra”.
Magdi Allam lo dice forte e chiaro. Ancora una volta. “Non esiste un Islam moderato”.
Il giornalista convertitosi al cattolicesimo a Ombre festival. Il dibattito ieri sera in piazza del Gesù, con il direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti e il padrone di casa Ettore Cristiani del Caffè letterario.
L’incontro con Magdi Allam – slide
“Non esiste un Islam moderato – dice Allam -. Mettiamocelo in testa. Da troppo tempo ci stanno sottomettendo, e noi ci facciamo sottomettere come nulla fosse. Abbiamo paura di dire no ai musulmani. Abbiamo paura di dire no alla costruzione di moschee in Italia e in Europa. Eppure nelle moschee si trasformano uomini in robot della morte e dell’orrore.
Ci hanno imposto – continua Allam – di non dire nulla contro l’Islam, il Corano, Allah e Maometto. E a noi va bene, anzi siamo arrivati al punto di imporci questa sorta di censura. Ma le predicazioni d’odio vanno sradicate dalle radici, sennò il terrorismo non si eliminerà mai. Perché le vignette irriverenti contro Gesù sono libertà d’espressione e quelle contro l’Islam no? Perché noi soccombiamo, mentre loro non ci pensano due volte a fare carneficine quando tocchiamo Allah o Maometto?”.
Per il direttore di Tusciaweb, c’è il pericolo che l’Europa rinunci al suo stile di vita libero e democratico. “Dobbiamo attenerci al nostro ‘stato di diritto’ – afferma Galeotti -. E ciò vale anche nei confronti dei musulmani”.
“La difesa delle nostre libertà è irrinunciabile – argomenta anche Allam -. Ma non dobbiamo, anzi non possiamo chiudere occhi e bocca davanti all’Islam. Dobbiamo combattere i taglialingue e non dobbiamo avere paura di abbinare il concetto di terrorismo all’Islam. Siamo difronte a un terrorismo islamico ma nessuno lo dice”.
Per Allam è necessario distinguere tra persone e religione islamica. “Sono stato musulmano per cinquantasei anni – spiega – e le persone vanno valutate sulla base dei loro atti. Mai discriminare i musulmani in quanto tali, perché chi antepone il cuore al Corano è moderato. Ma usiamo la nostra ragione. Diventiamo consapevoli del fatto che bisogna combattere chi attenta ai nostri stili di vita, chi disconosce la libertà e la dignità delle persone”.
“Siamo in guerra”. Allam lo ripete più volte davanti al numeroso pubblico in piazza del Gesù. “Islam, siamo in guerra” è anche il titolo del suo ultimo libro.
“Siamo in guerra – conclude il giornalista -. Una guerra iniziata da loro e che noi stiamo subendo. Ma è necessario e fondamentale fermare chi si fa esplodere e sgozza senza alcuna fine in casa nostra”.
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