Viterbo – Si stringe il cerchio intorno al pusher.
Proseguono a ritmo serrato le indagini per individuare chi ha ceduto la dose di eroina a Deborah Laezza. Gli investigatori si starebbero concentrando sulla piazza di spaccio perugina dopo un blitz della polizia del capoluogo umbro.
Alle prime luci dell’alba di venerdì, infatti, gli uomini della sezione antidroga e quelli del reparto di prevenzione del crimine hanno fermato, a Perugia, cinque persone: un tunisino (T.S. Mohamed), un 20enne domenicano (F.O.L.O.), una 19enne ecuadoriana (M.C.O.M.), una 24enne rumena (D.M.G.) e una 23enne italiana (Z.C.).
Il blitz in un appartamento. Qui sarebbero stati trovati 15 grammi di eroina e 10 di cocaina, oltre a 900 euro in contanti e materiali utili al confezionamento e al taglio della droga. Si sta vagliando se sia tra queste cinque persone il pusher che ha venduto la droga a Deborah Laezza. Una dose fatale comprata proprio a Perugia.
Per gli investigatori ci sarebbero stati contatti tra il gruppo e la coppia Laezza-Di Mattia, il convivente della 31enne morta il primo agosto. Secondo le prime indagini, la donna avrebbe comprato l’eroina che l’ha uccisa per conto del compagno: Luigi Di Mattia, 37enne napoletano ma da anni residente a Viterbo.
L’uomo, nella casa nel quartiere Santa Barbara dove conviveva con Laezza, si trovava agli arresti domiciliari per una rapina messa a segno a Perugia. Ma per Di Mattia venerdì si sono riaperte le porte del carcere. Su richiesta della procura umbra, il tribunale di Perugia ha disposto l’aggravamento della misura cautelare. Il 37enne non può più stare ai domiciliari per una serie di ragioni. Anche di stretta sopravvivenza.
Laezza era l’unica che Di Mattia fosse autorizzato a vedere e frequentare durante la sua permanenza ai domiciliari. Era l’unica che potesse prendersi cura di lui, portargli da mangiare e provvedere alle sue necessità. Tra queste, per Di Mattia, tossicodipendente, anche quella di comprare l’eroina.
Nel provvedimento, l’autorità giudiziaria perugina parla di “droga comprata su mandato di Di Mattia”. La stessa droga che, per overdose o per embolia, ha ucciso la donna. Al momento però l’uomo non risulta in alcun indagato per l’omicidio della compagna.
Sulla morte di Laezza è stato aperto un fascicolo intestato al procuratore capo di Viterbo Paolo Auriemma. Ipotesi: morte per conseguenza di altro reato. In questo caso lo spaccio. Si indaga per questo in sinergia con la procura di Perugia ma, sebbene il cerchio sembra stringersi intorno al pusher, il fascicolo è ancora contro ignoti.
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