Viterbo – Scherzi pesanti in bagno, in camera e a pranzo. Dalla purga dentro la minestra alle foto nudo sotto la doccia per prenderlo in giro, al punto da rendere un incubo la permanenza di un adolescente in casa famiglia.
Il tribunale di Viterbo decide oggi le sorti di un 27enne, a processo per maltrattamenti, lesioni, minacce e violenza privata. Il giovane è accusato di aver preso di mira, umiliato e picchiato un ragazzino di quattro anni più piccolo mentre vivevano in una struttura d’accoglienza del capoluogo.
Succedeva nel 2008. La vittima aveva 15 anni ma, a otto anni di distanza, ricorda ancora con dispiacere quei giorni passati in casa famiglia. Scherzi di cattivo gusto e dispetti a tutte le ore. Come il lassativo o il pepe in quantità industriali nel piatto, fino a sentirsi male.
“L’episodio della doccia è stato il culmine – ha spiegato la vittima, oggi 23enne, a giugno 2015 al giudice Silvia Mattei -. Prima mi ha tirato un tappeto da sopra. Poi ha fatto venire solo acqua gelida. Alla fine è entrato in bagno mentre mi stavo lavando e mi ha fatto una foto nudo al solo scopo di umiliarmi. Uscito per dirgli di smetterla, sono stato anche picchiato”.
L’ospedale gli diede una prognosi di un mese, per sei costole incrinate a forza di pugni sul petto. Ma il medico incaricato dalla difesa di svolgere una perizia fotografica sulle lesioni del 15enne, ha escluso la consequenzialità: “I pugni sul petto – ha detto mercoledì in aula – non hanno fratturato le costole”.
Il 27enne, che all’epoca dei fatti aveva 19 anni, è finito a processo dopo la denuncia in questura della nonna della vittima, ascoltata in tribunale tempo fa: “Più di una volta mi ha detto che non stava bene perché gli davano fastidio”.
Oggi, venerdì 7 ottobre, la sentenza.
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