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Telefonate a luci rosse - L'avvocato Franco Taurchini difende l'ex direttore di un quotidiano locale - Ma un agente spiega: "Lo fece solo due mesi dopo"

Calunnia a poliziotti, “Gianlorenzo chiese scusa…”

Paolo Gianlorenzo

Paolo Gianlorenzo

Viterbo – Calunnia, al via il processo a Paolo Gianlorenzo.

E’ iniziato ieri, davanti al giudice Rita Cialoni, il processo a Paolo Gianlorenzo. Sull’ex direttore di Nuovo Viterbo Oggi, pende l’accusa di aver calunniato due agenti della polizia stradale, insinuando che avessero inserito un file riguardante un suo rapporto sessuale nel fascicolo delle indagini.

Un’accusa che per l’avvocato Franco Taurchini, difensore del giornalista insieme a Carlo Taormina, è tutta da dimostrare.

“Gianlorenzo – dice in aula l’avvocato Taurchini – aveva telefonato solo per interpellare la procura su questo file, pensando fosse stato incluso nel fascicolo. Aveva anche concordato di vedersi con l’agente per chiarire la cosa e poco dopo si è accorto di essersi sbagliato. Aveva preso un granchio e chiese scusa”. Ma è scattata la denuncia. E poi il processo.

Ieri, in aula, la testimonianza dei due agenti della stradale. “Il 26 settembre del 2013 – dice uno dei poliziotti – ero nella segreteria del pm Massimiliano Siddi quando ho ricevuto la telefonata di Gianlorenzo. Mi chiese come ci eravamo permessi di inserire nel fascicolo d’indagine un file riguardante un suo rapporto sessuale. Ma di quella intercettazione non c’era traccia”.

Secondo l’agente, il giornalista, resosi conto dell’errore, si sarebbe scusato. “Mi diede appuntamento – continua il poliziotto – per chiarire la questione il giorno stesso della telefonata, ma dopo due ore di attesa non si è presentato. Sì, chiese scusa. Ma solo due mesi dopo, nonostante nel frattempo ci fossimo già incontrati”.

A maggio la prossima udienza, quando Gianlorenzo dovrà dire la sua al giudice.

4 ottobre, 2016

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