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Tribunale - Acquapendente - Ex fidanzato a processo per stalking - In aula il racconto del marito e della sorella della vittima

“La chiamava e spiava, era sempre osservata”

Acquapendente

Acquapendente

Acquapendente – Non solo continue telefonate a tutte le ore del giorno e della notte. Ma anche pedinamenti e appostamenti. “Era costantemente osservata; l’ex sapeva sempre dove andava”.

Il marito e la sorella di Ivana (nome di fantasia, ndr) testimoniano in aula. A processo, con l’accusa di stalking, c’è l’ex fidanzato della giovane, un pizzaiolo. A farlo finire alla sbarra, la denuncia della vittima, esasperata dalle telefonate e dai pedinamenti dell’uomo. 

Ivana, costituita parte civile insieme all’associazione antiviolenza Erinna, all’udienza del 9 gennaio era in aula. Lo scorso ottobre ha raccontato al giudice Rita Cialoni il suo dramma. Questa volta, invece, sul banco dei testimoni ci sono il marito e la sorella.

“Hanno sempre avuto una relazione difficoltosa – spiega la sorella della vittima -: si lasciavano e prendevano in continuazione. Ma nel settembre del 2009, lei ha trovato il coraggio di troncare il rapporto perché il fidanzato era diventato ossessivo. Da qui le telefonate a tutte le ore del giorno e della notte, i continui pedinamenti per sapere dove andava. La spiava, addirittura dalla finestra di casa. Mia sorella era sempre osservata, aveva paura e piangeva”.

Ivana vede comparire l’ex anche davanti al suo negozio. “Più volte – sottolinea invece il marito -, la sono dovuta andare a prendere al lavoro perché era terrorizzata. Era arrivata al punto di segnarsi le volte che lui passa fuori dal suo negozio, e quante chiamate le faceva. Per due anni Ivana non è stata bene: non ha più dormito, né voleva più lavorava. Per calmarsi ha dovuto fare uso di ansiolitici”.

La prossima udienza in primavera.

11 gennaio, 2017

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