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Chef a processo per stalking - In aula la testimonianza della vittima - L'ex finì ai domiciliari dopo averla fatta arrestare per droga per vendetta

“Per farmi tornare con lui, disse che aveva la leucemia”

di Silvana Cortignani

Il pm Stefano D'Arma

Il pm Stefano D’Arma

Bagnoregio – “Per farmi tornare con lui, mi disse che era malato terminale di leucemia. A mio padre mandava fotomontaggi porno con la mia faccia. Diceva in giro che ero una trafficante di droga”. E’ la testimonianza della ragazza di Bagnoregio, oggi 24enne, vittima dell’ex. Lui è un noto chef 43enne di Capodimonte, finito ai domiciliari a capodanno del 2016 perché per vendicarsi della giovane le ha messo della cocaina in macchina facendola arrestare dai carabinieri.

La giovane, parte civile con l’avvocato Giovanni Labate, è stata sentita ieri per la prima volta in aula. Quando si sono conosciuti – anno scolastico 2008-2009 – lei era una studentessa minorenne dell’alberghiero di Bolsena, lui il professore di cucina. “Dopo la scuola mi ha assunta come cameriera nel suo ristorante di via Cardinal la Fontaine a Viterbo, poi in quello di Bolsena. Nel 2012 è andato a lavorare a Londra e ho tentato di chiudere. Ma mi ha detto che aveva il cancro e siamo tornati insieme”, ha spiegato al giudice Silvia Mattei.

“Nel 2014 l’ho lasciato definitivamente ed è iniziata la persecuzione”, ha proseguito la 24enne. Fino all’arresto per droga nel settembre 2015, per cui si è ritrovata iscritta nel registro degli indagati per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. “Naturalmente è stata chiesta l’archiviazione”, ha precisato il pm Stefano D’Arma.

Nel mezzo minacce telefoniche e via mail alla giovane, al nuovo fidanzato, a colleghi di lavoro, amici e familiari. Pneumatici forati, cassonetti dati alle fiamme sotto casa dei genitori mentre erano a messa la sera della vigilia di natale 2014. Quindi le accuse di trafficare droga e peggio. Perfino al padre. “A mio padre mandava foto nude di attrici porno con sopra la mia faccia, minacciando di pubblicare video pornografici. E sempre a mio padre una volta ha scritto ‘Che si prova ad avere una figlia tossica? Adesso sta con lo spacciatore. Se la prendono, buttano la chiave’. Tutto quello che era possibile per screditarmi, farmi chiudere col fidanzato, farmi perdere il lavoro”.

Per un periodo si è rifugiata a Firenze a casa di una cugina. Poi è tornata ed è scattato l’arresto per droga. “Tornavo a casa da Orvieto dopo una giornata all’outlet Valdichiana e una cena a Lucignano col mio ragazzo. Poco prima di Bagnoregio mi hanno fermato i carabinieri che hanno trovato della cocaina in macchina. Mi hanno portato alla caserma di Montefiascone  dove hanno trovato altra droga sotto il sedile. Mi hanno portato in ospedale a fare le analisi, che sono risultate negative”, ha detto con ancora la voce ritta dalla paura. Pochi giorni prima, la giovane aveva denunciato un tentativo di effrazione in auto, mentre lo chef – già pluridenunciato – si era recato dai carabinieri per fare una “soffiata”, denunciando a sua volta la ex come fosse una narcotrafficante. Troppo per non insospettire i militari che, coordinati dal pm D’Arma, lo hanno inchiodato alle sue responsabilità.

Era stato lui a comprare la cocaina a Roma e nasconderla sulla macchina della ex. A capodanno dell’anno scorso è finito ai domiciliari, rinforzati dal braccialetto elettronico per scoraggiare qualsiasi tentazione. Difeso dagli avvocati Fausto Barili e Carlo Taormina, è accusato di stalking, calunnia, detenzione di stupefacenti e danneggiamento.

A metà marzo la prossima udienza.

Silvana Cortignani

4 marzo, 2017

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